Costa d'Avorio / Cacao

Le grandi multinazionali del cioccolato utilizzerebbero nei loro prodotti, cacao coltivato illegalmente in Costa d’Avorio, primo produttore al mondo. A rivelarlo è un’inchiesta, realizzata dall’organizzazione per la difesa dell’ambiente Mighty Earth e non ancora pubblicata, che Radio France Internacionale (Rfi), The Guardian e Der Spiegel hanno ottenuto in anteprima.

L’indagine rivela che parte del cioccolato prodotto in Costa d’Avorio e consumato nel mondo, proviene da foreste e parchi protetti, il 90% dei quali è colonizzato dallo sfruttamento illegale, con la complicità dello Stato.

L’Ong sostiene di aver scoperto una lunga catena di sfruttamento del cacao illegale nelle aree boschive in cui la coltivazione è vietata, seguendo il percorso di questo cacao fino alla vendita alle grandi industrie del settore del cioccolato.
Le fave di cacao vengono acquistate da intermediari che li vendono alle cooperative. La merce viene poi spedita a San Pedro e ad Abidjan, dove viene venduta a giganti agroalimentari come Olam, Cargill e Barry Callebaut. Questi commercianti internazionali forniscono il cacao illegale ai grandi nomi dell’industria del cioccolato: Ferrero, Lindt, Mars, Nestlé o Cadbury.
Il business è talmente vasto, dice Earth Mighty, che le aree protette sono a volte diventate città reali, con decine di negozi e magazzini di cacao, migliaia di abitanti, scuole e dispensari medico-sanitari.

Il costo ambientale è elevato. Le foreste occupano ora solo l’11% del territorio ivoriano e il 4% è rappresentato da preziose foreste primarie, che dovrebbero essere protette e tutelate. (Rfi)

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