Decreto Piantedosi: ostacola i salvataggi e va contro il diritto internazionale
Migrazioni Politica e Società
Decreto da ritirare / Il richiamo della commissaria europea per i diritti umani
Decreto Piantedosi: ostacola i salvataggi e va contro il diritto internazionale
03 Febbraio 2023
Articolo di Redazione
Tempo di lettura 2 minuti

Prendere in considerazione il ritiro o la revisione del decreto Piantedosi. Nessun giro di parole nella lettera che la commissaria per i diritti umani del consiglio d’Europa, Dunja Mijatovic, indirizza al ministro dell’interno italiano. Le disposizioni del decreto, scrive la commissaria, “potrebbero ostacolare le operazioni di ricerca e soccorso delle ong e, quindi, essere in contrasto con gli obblighi dell’Italia sui diritti umani e il diritto internazionale”.

Facendo riferimento al recente caso della Geo Barents, sui salvataggi multipli e sul porto di sbarco indicato, La Spezia, Mijatovic sottolinea come il “decreto e la pratica di assegnare porti lontani per lo sbarco delle persone soccorse in mare rischiano di privare le persone in difficoltà dell’assistenza salvavita delle ong sulla rotta migratoria più mortale del Mediterraneo”.

Mentre richiedere un unico salvataggio, “costringendo le navi a ignorare altre richieste di soccorso nell’area se hanno già delle persone a bordo, fa venir meno i comandanti delle ong ai loro obblighi di salvataggio. Che sono sanciti dal diritto internazionale”.

In conclusione della sua missiva, la commissaria invita poi le autorità italiane a “sospendere la cooperazione con il governo libico sulle intercettazioni in mare”. Cooperazione che si è appena rinnovata, visto che ieri era la data del tacito rinnovo del Memorandum Italia-Libia.

E approfitta dello scritto per chieder ulteriori informazioni “sulle accuse, contenute in alcuni rapporti dei media, circa la pratica di rimpatrio di persone dall’Italia alla Grecia su navi private, dove gli individui sono privati della libertà in condizioni molto preoccupanti e senza aver avuto la possibilità di presentare una domanda d’asilo in Italia”.

Copyright © Nigrizia - Per la riproduzione integrale o parziale di questo articolo contattare previamente la redazione: redazione@nigrizia.it