INCONTRI E VOLTI – DICEMBRE 2019
Alex Zanotelli

Sull’immigrazione, il governo giallo-rosso non sta dando segnali di discontinuità rispetto al governo giallo-verde. Ritengo perciò necessario riprendere il “Digiuno di giustizia in solidarietà con i migranti” una volta al mese davanti al parlamento (come abbiamo fatto dal luglio 2018 fino alla caduta del governo giallo verde lo scorso agosto), per spingere il governo ad abolire i decreti sicurezza e non sottoscrivere intese con la Libia. Prima però è bene che sul digiuno ognuno dica la sua. Dobbiamo decidere insieme se ripartire e farlo con nuova energia e anche con nuove adesioni, mi auguro anche missionarie. Quindi esprimiamoci: digiunodigiustizia@hotmail.com

Si ricorderà che per un anno intero, abbiamo digiunato ogni primo mercoledì del mese davanti al parlamento, contro i decreti sicurezza Salvini e contro la sua politica dei porti chiusi. A lanciare il digiuno, con dieci giorni di seguito davanti a Montecitorio, erano stati il vescovo emerito di Caserta, Raffaele Nogaro, padre Giorgio Ghezzi (sacramentino), don Alessandro Santoro delle Piagge (Firenze), i frati del Sacro Convento (Assisi), suor Rita Giaretta (casa Ruth-Caserta) ed io. Si sono poi uniti, nel silenzio, tante comunità religiose e singole persone.

Varato il governo giallo-rosso, abbiamo pensato di sospendere il digiuno per vedere se le politiche migratorie cambiavano direzione. Ad oggi, i segnali sono a dire poco ambigui. La ministra degli interni Luciana Lamorgese è stata disponibile a un incontro con le ong salva-vite, ma finora le navi con i migranti a bordo (è il caso di Ocean Viking e Allan Kurdi) hanno dovuto aspettare oltre una settimana prima che fosse loro assegnato un porto. Il 4 ottobre è stato firmato un decreto interministeriale – voluto dal ministro Di Maio senza neanche avvisare i suoi alleati di governo – per espellere in fretta migranti a cui è stato negato il permesso di soggiorno, promettendo che i tempi per farlo si ridurranno da due anni a quattro mesi. Salvini aveva promesso lo stesso, senza risultati.

Decreti sicurezza: il Pd, a parole, vuole abrogarli, mentre i Cinque Stelle sono spaccati. Eppure è una legge incostituzionale e immorale, perché sancisce che salvare vite umane in mare è reato e perché crea problemi enormi ai migranti che hanno un permesso di soggiorno umanitario in scadenza e che non possono far valere, per il rinnovo, il fatto che lavorano… Ambigua è la posizione del governo anche sul memorandum Italia-Libia stipulato nel 2017 da Minniti e Gentiloni (Pd), un accordo che ha prodotto disastri umani in Libia e nel Mediterraneo, e che l’Onu ha definito «disumano». Eppure il governo, il 2 novembre, lo ha tacitamente rinnovato. Così si continua ad affidare alla guardia costiera libica il lavoro sporco di riportare in Libia i migranti che tentano la traversata e di rinchiuderli nei lager libici dove sono torturati e le donne stuprate. Orfini, del Pd, ha lucidamente osservato: «Stiamo facendo fare alla guardia libica i respingimenti che il diritto internazionale ci vieta. Chi ha firmato quegli accordi si dovrebbe vergognare di non averli mai portati in parlamento e di volerli rinnovare».

Riprendiamo il digiuno il più presto possibile.

Decreti sicurezza Salvini
Il 24 settembre 2018 il consiglio dei ministri ha approvato all’unanimità il cosiddetto decreto Salvini su immigrazione e sicurezza. Il 5 ottobre è entrato in vigore. Il parlamento lo ha convertito in legge nel dicembre 2018. Il primo articolo introduce nuove disposizioni in materia di concessione dell’asilo e abroga la protezione per motivi umanitari che era prevista dal Testo unico sull’immigrazione. Il decreto Salvini bis sul soccorso in mare e sull’ordine pubblico è stato approvato dall’esecutivo il 15 giugno 2019. La norma è stata approvata alla camera il 24 luglio. Il senato ha dato il via libera, il 5 agosto, al voto di fiducia posto dal governo e ha tramutato la norma in legge.