Africa / Gran Bretagna

Una ventina di capi di stato e di governo africani hanno partecipato ieri a Londra al UK-Africa Investment Summit, il primo vertice economico tra il continente e la Gran Bretagna, in vista dell’uscita dall’Unione Europea, il 31 gennaio.

Il primo ministro Boris Johnson ha affermato che il suo paese vuole essere il “partner di investimento preferito” per l’Africa, annunciando la fine del sostegno britannico alle miniere di carbone o alle centrali elettriche a carbone all’estero, sostenendo che non ha senso per il paese ridurre le proprie emissioni di carbonio in casa, finanziando progetti a carbone all’estero.

Invece, ha promesso Jhonson, la Gran Bretagna si concentrerà sull’aiutare i paesi a estrarre e utilizzare petrolio e gas nel modo più pulito possibile, e a incoraggiare gli investimenti in sistemi solari, eolici e idroelettrici.

Johnson ha anche ricordato la firma di accordi per miliardi di sterline con i paesi del continente, in particolare con le ex colonie.

Secondo i dati del dipartimento del commercio internazionale del Regno Unito, il commercio bilaterale con l’Africa nell’anno conclusosi nel secondo trimestre del 2019 era di 46 miliardi di dollari. La competizione, nel caso della Gran Bretagna come della Russia, è con la Cina, il cui commercio bilaterale con il continente è stato di 208 miliardi di dollari nel 2019.

Johnson ha inoltre dichiarato che il Regno Unito diventerà “una nazione di libero scambio globale” dopo la Brexit. Riconoscendo una frustrazione comune in tutta l’Africa, ha poi promesso che il sistema di immigrazione avrebbe “messo le persone davanti ai passaporti”. (Reuters)