Egitto / Libertà di stampa

Continua in Egitto la stretta repressiva del regime dopo la nuova ondata di proteste di piazza iniziate il 16 settembre per chiedere le dimissioni del presidente Abdel Fattah al-Sisi. Tra le 365 persone arrestate dopo le manifestazioni dello scorso fine settimana ci sono anche tre giornalisti egiziani che coprivano le proteste seguite a una partita di calcio al Cairo venerdì sera.

Il 20 settembre, la polizia del Cairo ha arrestato Mohamed Ibrahim, un blogger noto come Mohamed Oxygen, che ha trasmesso in streaming le proteste sui social media. Lo stesso giorno a Giza è stato arrestato Amr Hisham, fotoreporter per il sito web di notizie Masrawy, secondo un rapporto dell’Arab Network for Human Rights Information, un gruppo locale per la libertà di stampa. Il 22 settembre, la polizia di Suez ha arrestato Sayed Abd Ellah, fotografo freelance che ha trasmesso in streaming le proteste in quella città e ne ha discusso su Al Jazeera.

A denunciarlo è l’organizzazione statunitense per il controllo della stampa Committee to Protect Journalists (CPJ), che riporta anche una stretta del governo sui siti d’informazione online e su alcuni social media.

Il gruppo afferma che, a partire dal 21 settembre, è stato limitato l’accesso ad alcuni siti web, compresi quelli della britannica BBC, della televisione Al-Hurra, finanziata dal governo degli Stati Uniti, di Al Jazeera del sito di notizie egiziano indipendente Mada Masr. Restrizioni sono state riferiti anche per Facebook Messanger.

Sempre sabato scorso, il Servizio Statale d’Informazione ha rilasciato una dichiarazione ai giornalisti stranieri nel paese, affermando di aver “attentamente monitorato” la loro produzione e mettendoli in guardia contro la diffusione di informazioni false. (Committee to Protect Journalists)

Nella foto: un fotoreporter con una maschera antigas in Mansour Street durante le proteste nei pressi del ministero degli Interni, nel centro del Cairo, nel febbraio 2012.