Egitto: tra crisi economica e progetti faraonici - Nigrizia
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Il paese lotta con un'economia in profonda crisi
Egitto: tra crisi economica e progetti faraonici
Quasi un terzo della popolazione vive in povertà. E l'aumento dei prezzi del cibo ha ulteriormente peggiorato la loro situazione. Il paese è in profonda crisi economica, ma lo sviluppo urbano non si ferma
25 Agosto 2023
Articolo di Carol Berger (dal Cairo)
Tempo di lettura 4 minuti

Abbiamo commesso probabilmente un errore entrando in un ascensore alle due e dieci minuti.

I social media in tutto l’Egitto, infatti, da tempo avvertono la gente del rischio di rimanere intrappolati in un ascensore durante le interruzioni di corrente quasi quotidiane che colpiscono la maggior parte dei quartieri del Cairo.

Un consiglio da seguire è, in particolare, di non prendere mai un ascensore dieci minuti prima o dopo lo scadere dell’ora, perché è il periodo in cui spesso viene tolta l’elettricità.

O forse è preferibile non prendere proprio mai l’ascensore.

Tuttavia io e mio marito siamo entrati in un minuscolo ascensore, con porte d’acciaio, alle due e dieci di qualche giorno fa, nel bel mezzo di un’ondata di caldo protrattosi da tempo.

Eravamo tra il quarto e il quinto piano, tre piani prima della nostra destinazione, quando è stata tolta la corrente.

Le interruzioni di solito durano un’ora o anche di più.

«Non farti prendere dal panico», ha detto mio marito, scatenando in me al contrario proprio una crisi di panico.

Siamo stati tuttavia fortunati: il portiere dell’edificio, Abu Omar, ci è venuto subito in soccorso.

Siamo rimasti intrappolati solo per otto minuti, pieni di ansia e soffrendo un gran caldo.

I funzionari hanno attribuito la carenza di corrente elettrica all’eccessivo aumento della domanda e ai picchi di consumi legati alle alte temperature.

A partire dal 6 agosto, il governo ha decretato che i dipendenti pubblici devono lavorare da casa la domenica, nel tentativo di ridurre il consumo di energia elettrica.

Le interruzioni di corrente sono solo una delle attuali condizioni per milioni di egiziani, mentre il paese lotta con un’economia in profonda crisi.

I dati ufficiali stimano che quasi un terzo della popolazione viva oggi in povertà.

L’aumento dei prezzi del cibo ha ulteriormente peggiorato la loro precaria esistenza.

L’Egitto è il più grande importatore di grano al mondo, e purtroppo la gran parte delle sue importazioni proviene da Ucraìna e Russia.

Dall’invasione russa, nel febbraio 2022, il costo delle importazioni di cereali è aumentato vertiginosamente, esercitando pressione ancor più grave sulla già critica situazione dell’economia del paese.

L’inflazione complessiva ha raggiunto il 36,8% a giugno, un nuovo record, in un contesto di livello di debito nazionale senza precedenti e con una forte carenza di valuta pregiata.

Lo scorso 4 agosto la Banca Centrale ha aumentato il tasso di interesse sui prestiti dal 18,25% al ​​19,75%, nel tentativo di rallentare l’aggravarsi del tasso di inflazione.

Nel prossimo anno, l’Egitto dovrà chiedere un rifinanziamento oppure pagare 20 miliardi di dollari di debito.

Il ministero delle finanze prevede che i soli pagamenti di interessi interni ed esterni consumeranno oltre il 50% delle entrate nell’anno fiscale in corso.

Le banche commerciali egiziane hanno registrato in giugno un deficit record nelle attività estere, questo secondo un rapporto di Bloomberg.

I dati rilasciati dalla Banca Centrale hanno mostrato che il deficit nei confronti dei paesi che prestano denaro ha raggiunto i 17,1 miliardi di dollari, rispetto ai 14,5 di maggio.

Eppure la spesa ordinaria della gente per i beni basilari continua ad aumentare, mentre lo Stato porta avanti un massiccio programma infrastrutturale.

Da quando il feldmaresciallo Abdel-Fattah al-Sisi ha preso il potere nel 2014, i lavori dell’edilizia e delle infrastrutture sono proseguiti con un ritmo vertiginoso.

La costruzione di una monorotaia, superstrade a varie corsie, cavalcavia e ponti hanno trasformato il Cairo, megalopoli di oltre 22 milioni di abitanti, in un cantiere.

C’è persino una nuova città nel deserto, conosciuta come Capital City o New Administrative Capital, il cui costo è, finora, di almeno 60 miliardi di dollari.

Il quartiere in cui siamo rimasti bloccati nel famoso ascensore ospita i poveri egiziani, inclusa una numerosa popolazione di rifugiati fuggiti dalle guerre in Sudan, Sud Sudan ed Etiopia.

Pochi hanno i mezzi per compensare l’aumento dei costi dei generi alimentari e dei servizi di base, compreso l’annunciato aumento del prezzo dell’elettricità, previsto per la fine dell’anno.

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