Egitto

In due distinti casi, i pubblici ministeri egiziani hanno deferito ai tribunali 28 sospetti terroristi, accusati di appartenere a cellule locali affiliate al sedicente Stato islamico e ad al-Qaeda.

Secondo l’accusa, i sospetti stavano pianificando attacchi contro le forze di sicurezza e contro il quartier generale dell’alta Corte per la sicurezza statale al Cairo. Solo 17 dei 28 sospetti sono in custodia, anche se non è chiaro quando o dove siano stati arrestati. Nessuna data è stata fissata per il loro processo.

Le forze di sicurezza egiziane stanno combattendo da anni la presenza di militanti affiliati al cosiddetto Stato islamico dell’autonominata ‘provincia del Sinai’, dove gli attacchi si sono intensificati dopo che l’esercito egiziano, guidato dall’attuale presidente Abdel Fatah al-Sisi, rovesciò il presidente islamista Mohammed Morsi, nel luglio 2013. A febbraio 2018 fu lanciata la campagna militare su larga scala “Sinai 2018”, dopo l’attacco terroristico del 24 novembre 2017 ad una moschea ad al-Arish, nel nord della penisola, che uccise più di 305 persone.

Il pericolo terrorismo non è però stato scongiurato. Lo scorso febbraio un uomo si è fatto esplodere nel cuore della capitale uccidendo due poliziotti. A dicembre 2018 un ordigno posizionato sul ciglio della strada a Giza, alla periferia del Cairo, ha colpito un autobus turistico uccidendo quattro persone. (News 24)