Egitto

Undici partiti di opposizione egiziani hanno formato una coalizione contro la proposta di modifiche alla costituzione che permetterebbero al presidente Abdel-Fattah al-Sisi di rimanere in carica ben oltre la fine del suo attuale mandato nel 2022.

Al centro delle polemiche la rimozione del vincolo di due mandati presidenziali e la loro estensione da quattro a sei anni. Tra le modifiche anche l’istituzione di una seconda camera del parlamento e la creazione della carica di vicepresidente. La seconda camera è stata rimossa nel 2012, un anno dopo la rivolta che rovesciò il presidente Hosni Mubarak. Un altro emendamento vedrebbe la reintegrazione di un ministero dell’Informazione, abolito nel 2014.

Il parlamento egiziano ha dato la sua approvazione preliminare ai cambiamenti, dopo che, martedì, due terzi della commissione generale ha approvato gli emendamenti proposti martedì. Il voto finale dell’assemblea – composta quasi totalmente da sostenitori di al-Sisi – è fissato per il 17 febbraio, ma le modifiche dovranno anche essere sottoposte a un referendum popolare.

La modifica della costituzione era ampiamente prevista. I parlamentari filo-governativi e i media di regime hanno sostenuto per anni che la costituzione sta paralizzando gli sforzi del presidente per far progredire il paese.

Una bozza degli emendamenti proposti mostra gli sforzi della coalizione Supporting Egypt a favore del governo, per consolidare il potere di al-Sisi. Il capo di Stato, 64 anni, potrebbe essere così autorizzato a correre per un terzo e un quarto mandato di sei anni, estendendo potenzialmente la presidenza fino al 2034.

Talaat Khalil, un parlamentare del neonato “sindacato per la difesa della costituzione”, ha criticato anche la clausola che afferma che il dovere dell’esercito è quello di proteggere “la costituzione, la democrazia, la composizione fondamentale del paese e la sua natura civile”. Secondo Khalil questo potrebbe consentire alle forze armate di sostenere un politico, a scapito di un altro.

Al-Sisi è stato eletto per la prima volta nel 2014, dopo aver estromesso il suo predecessore, l’islamista Mohamed Morsi. L’ex capo dell’esercito è stato riconfermato nel 2018 con il 97% dei voti. La stragrande maggioranza dell’attuale parlamento sostiene il suo governo, con solo una decina di parlamentari (su un totale di 596) all’opposizione. (News 24)