Il presidente Vieira è stato ucciso il 2 marzo scorso
Ha fatto resistenza all’arresto per tentato colpo di stato ed è stato ucciso, Baciro Dabo, candidato alle presidenziali del 28 giugno. Stessa sorte per il Ministro della Difesa. Ma su questa che è la versione dei fatti del governo restano alcuni punti da chiarire. Posticipato l’inizio della campagna elettorale.

È stato ucciso nella sua casa venerdì all’alba Baciro Dabo, ex Ministro dell’Amministrazione locale e candidato alle presidenziali del prossimo 28 giugno in Guinea Bissau.

In un comunicato diffuso venerdì mattina dal ministero dell’Interno di Bissau, si afferma che Dabo è stato ucciso per aver opposto resistenza ai militari che lo stavano arrestando con l’accusa di organizzare un colpo di stato assieme al Ministro della Difesa Hélder Proença, il quale potrebbe essere vittima di un secondo omicidio. In base ai contenuti del comunicati riportati dall’agenzia Misna, Proença era considerato a capo di un ‘Alto comando delle forze repubblicane per il ripristino dell’ordine costituzionale e democratico’, un gruppo con sede a Dakar, al quale farebbero parte alcuni membri del Partito africano per l’indipendenza della Guinea e di Capo Verde (Paigc), da sempre al governo del paese. Uccisione del primo ministro Carlos Gomes Junior e del capo di stato maggiore José Zamora Induta; dimissioni del presidente della repubblica ad interim e scioglimento del parlamento; nomina di nuovi vertici istituzionali erano, secondo il ministero dell’Interno, gli obiettivi del gruppo.

Il ministero afferma inoltre che nella notte ci sono stati diversi arresti, tutti con l’accusa di tentato golpe. Entrambi i politici uccisi erano molti vicini all’ex presidente traffico di droga, lascia molto scetticismo sui possibili risultati delle inchieste, anche perché finora nessuno risulta indagato.

Sulla versione della vicenda presentata dal governo ci sono però alcuni dubbi: secondo i famigliari e i sostenitori di Dabo, il candidato è stato freddato mentre dormiva al fianco della moglie, da almeno 30 uomini armati che, introdottisi nell’abitazione verso le 4 di mattina, hanno sparato ripetutamente all’uomo con dei kalashikov. Dabo alla presidenza avrebbe potuto forse dare invece concretezza alle indagini, un pericolo che forse i colpevoli non hanno voluto correre. Questa tesi solleva comunque molti dubbi: Dabo era solo uno dei 13 candidati in corsa per la poltrona di presidente. Il candidato considerato favorito è Malam Bacai Sanha, esponente del Paigc. Dabo aveva rassegnato le dimissioni a metà maggio per concorrere alla presidenza come candidato indipendente, ma secondo mezzi di comunicazione locali e analisti non aveva nessuna possibilità di vittoria.

Gli omicidi  sono avvenuti alla vigilia dell’apertura della campagna elettorale, che al momento è stata posticipata a data indefinita. Nessuna certezza nemmeno sulla data del 28 giugno, anche se le autorità non si sono ancora pronunciate in merito. Nonostante non ci siano stati altri episodi di violenza dopo gli omicidi dei due politici, i candidati indipendenti che corrono per la presidenza si sono detti preoccupati e hanno chiesto alle autorità maggiori garanzie di sicuerezza per la loro vita e le loro famiglie.