L’opposizione scende per le strade
La commissione elettorale diffonde i dati provvisori delle elezioni in Togo, proclamando vincitore il presidente uscente Faure Gnassimbé. Insorge l’opposizione, da tre giorni in strada, mentre l’Unione Africana si affretta a riconoscere il risultato elettorale, salutando il “nuovo” presidente.

Le proteste continuano in tutto il paese dallo scorso fine settimana, quando la Commissione elettorale indipendente ha diffuso le anticipazioni dei dati sull’esito del voto del 4 marzo scorso. Secondo i risultati provvisori, il presidente uscente, Faure Gnassimbé, avrebbe vinto con il 60,9% dei voti, mentre il principale candidato dell’opposizione, Jean Pierre Fabbre, espressione dell’Unione delle Forze per il Cambiamento, avrebbe ottenuto appena il 33,9% dei consensi.

Riunita per le strade di Lomé da tre giorni, sotto i colpi delle forze di sicurezza, che intervengono per disperdere i manifestanti, l’opposizione contesta i dati diffusi dalla commissione, accusando il governo di brogli elettorali.
Mentre l’Unione Africana si affretta a riconoscere la vittoria di Gnassimbé, la missione di osservatori dell’Unione europea, in tutto 130 funzionari, denuncia, in un rapporto preliminare, pubblicato sempre nel fine settimana, numerose irregolarità nelle operazioni di voto e scrutinio.

Gli osservatori europei hanno evidenziato il vantaggio logistico e di comunicazione di cui ha goduto in campagna elettorale il presidente Gnassingbé, che si sarebbe servito delle risorse dello Stato oltre i limiti consentiti. La missione rileva inoltre molte irregolarità nel voto anticipato delle forze di sicurezza, avvenuto il 1 marzo. I problemi sarebbero concentrati in due regioni nel nord del paese, dove le procedure che disciplinano il voto per delega e per procura non sono state rispettate.

Inoltre, le liste elettorali sono aumentate del 10%, per un totale di circa 320.000 iscritti in più. «Un’inflazione sorprendente – dicono gli osservatori – in mancanza di dati demografici affidabili».
La relazione finale sarà pubblicata circa due mesi dopo il trattamento di eventuali controversie sui risultati delle elezioni. A quel punto avrà comunque uno scarso impatto sull’evoluzione della situazione politica.

Il Togo si può infatti definire l’ennesima mediazione, condotta dal presidente brukinabé Blaise Compaoré, il Togo è tornato alle urne, ma ancora una volta, lo spettro di un governo militare si cela dietro le vesti della democrazia.