Etiopia

Zeynu Jemal, membro del comitato governativo – formato dai funzionari di sette ministeri e della polizia federale – che si occupa di rifugiati e profughi, ha annunciato nei giorni scorsi che il governo sta attuando un piano per favorire il ritorno ai villaggi di origine di 1,8 milioni di sfollati in quattro mesi. 800 mila dovrebbero essere riportati a casa entro il 19 di aprile. Si è appellato ai partner governativi perché mobilitino le risorse necessarie a fare in modo che il piano abbia successo.

Secondo un rapporto diffuso lo scorso settembre dal centro per il monitoraggio dei profughi interni (Internally displaced monitoring center), fino a quel momento, nel corso del 2018, 1,4 milioni di persone erano fuggite dalle loro zone di residenza a causa di scontri di origine etnica e politica in alcune aree del paese, soprattutto lungo il confine tra la regione oromo e la regione somala.

I conflitti locali sono proseguiti anche nei mesi successivi. Secondo dati governativi, gli sfollati interni l’anno scorso sarebbero stati complessivamente 2,8 milioni; 1,2 milioni erano tornati a casa prima della fine dell’anno. Nel 2017 la situazione era stata altrettanto critica; 500.000 persone almeno avevano cercato rifugio lontano dai propri villaggi.

Zeynu Jemal, intervistato da una televisione governativa, ha illustrato un piano in tre fasi, preceduto da studi e ricerche allo scopo di creare un ambiente favorevole al reinserimento. Ha anche garantito che i responsabili dei conflitti locali saranno perseguiti dalla giustizia. (Africa Daily Voice)