Etiopia: il Tplf rimosso dalla lista delle organizzazioni terroristiche
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La mossa del parlamento apre la strada alla nascita di un governo regionale ad interim
Etiopia: il Tplf rimosso dalla lista delle organizzazioni terroristiche
23 Marzo 2023
Articolo di Redazione
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Nuovo passo avanti nell’implementazione degli accordi di pace che nel novembre 2022 hanno messo fine a due anni di guerra civile.

Ieri il parlamento ha rimosso il movimento politico-militare Fronte di liberazione popolare del Tigray (Tplf) dall’elenco delle organizzazioni terroristiche, importante passo verso l’istituzione di un governo regionale ad interim. Il Tplf, che ha portato la regione settentrionale alla guerra con il governo federale, era stato designato gruppo terroristico nel maggio 2021.

La rimozione è stata approvata dalla maggioranza dei 472 membri, con 61 contrari e 5 astenuti.

Una delle conseguenze sarà molto probabilmente – riferiscono i media etiopici – la caduta delle accuse di terrorismo nei confronti di molti funzionari tigrini, tra cui il portavoce del Tplf, Getachew Reda, scelto dal partito per guidare l’amministrazione regionale ad interim che governerà la regione fino a quando si potranno tenere le elezioni.

L’accordo di pace ha visto le forze del Tigray consegnare le armi pesanti al governo federale, che a sua volta ha aperto corridoi di aiuti alla popolazione e ripristinato i servizi essenziali nella regione.

Ma per una pacificazione duratura è necessario affrontare lo spinoso tema delle responsabilità per i crimini di guerra. Lo sostengono le organizzazioni internazionali per i diritti umani che hanno raccolto prove di tali crimini, compiuti da tutte le parti coinvolte nel conflitto.

Lo hanno chiesto di recente anche gli Stati Uniti con il segretario di Stato Antony Blinken che ha condizionato la ripresa del commercio bilaterale al completamento di un “processo inclusivo e completo di giustizia di transizione”.

Un percorso che appare però ancora lungo, dato che sia il governo etiopico che quello dell’alleato eritreo continuano a negare le responsabilità per le atrocità compiute dai loro eserciti sui civili.

Quello del Tigray è stato uno dei conflitti più mortali al mondo degli ultimi tempi. Secondo quanto dichiarato al Financial Time dal principale mediatore dell’Unione africana nei colloqui di pace, l’ex presidente nigeriano Olusegun Obasanjo, potrebbe aver ucciso fino a 600mila persone.

Con milioni di sfollati e rifugiati fuggiti ai combattimenti ma anche alle persecuzioni etniche, fatte di massacri, fame e stupri usati come armi di guerra. Crimini compiuti dall’esercito etiopico, da quello eritreo, dalle milizie regionali amhara e dai combattenti del Tplf.

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