Africa / Italia

«Come africani guardiamo al modello di piccole e medie imprese italiane per creare lavoro e per avviare un nostro modello di crescita e di sviluppo. (…) Vogliamo dare seguito a questo incontro per concretizzare di più la nostra collaborazione ed estenderla ulteriormente». È stato questo uno dei passaggi più significativi della dichiarazione fatta ieri ad Addis Abeba dalla presidente della Commissione dell’Unione Africana, Nkosazana Dlamini-Zuma, in occasione della visita del capo dello Stato italiano Sergio Mattarella, impegnato in un tour politico nel continente.

L’incontro è avvenuto nella sede dell’Unione Africana, dove si è svolto un colloquio a porte chiuse seguito dalle dichiarazioni davanti alla stampa. «L’Italia – ha detto Dlamini-Zuma – può essere il nostro ambasciatore nell’Unione Europea (…), ha dimostrato serietà nel cercare un nuovo rapporto con l’Africa, e di conseguenza prendiamo seriamente quanto ci siamo detti, il rinnovato impegno e la rinnovata attenzione dell’Italia verso l’Africa». Mattarella ha sottolineato a sua volta l’importanza dell’Agenda 2063, il piano programmatico di cui l’Africa si è dotata per i prossimi 50 anni, e ha evidenziato la volontà dell’Italia per un partenariato strategico e tra pari sempre più stretto e crescente.

Oggi Mattarella visiterà il campo profughi di Teirkidi/Kule a Gambella, si recherà quindi a Lalibela, città patrimonio dell’umanità. Domani è invece previsto il trasferimento a Yaoundé, in Camerun, seconda e ultima tappa del suo viaggio in Africa. (Atlasweb)