Africa / G20

Si svolge oggi e domani a Berlino il “G20 Compact with Africa”, una conferenza di partenariato tra i 20 paesi più industrializzati e 11 Stati africani, voluta dalla Germania. Formalmente l’incontro ha lo scopo di promuovere gli investimenti e le infrastrutture private, per sviluppare il continente e creare posti di lavoro, riducendo così i flussi migratori.

L’iniziativa “Compact with Africa” (CwA) o “Patto G20 con l’Africa” è complementare ad altre iniziative e programmi come l’Agenda 2063 dell’Unione Africana e l’Agenda 2030 dell’ONU.

I paesi africani interessati sono Benin, Costa d’Avorio, Egitto, Etiopia, Ghana, Guinea, Marocco, Rwanda, Senegal, Togo e Tunisia.

Oltre ai capi di stato o di governo di questi paesi, il mini-summit di Berlino vedrà la partecipazione di organizzazioni finanziarie internazionali e regionali come la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale (FMI), la Banca africana di sviluppo (AfDB) e altri partner bilaterali dei G20.

In uno studio sulle “prospettive economiche in Africa”, l’African Development Bank (AfDB) stima la necessità di finanziamenti per le esigenze di sviluppo del continente tra i 600 e 700 miliardi di dollari l’anno, con circa 130 – 170 miliardi di dollari destinati alle infrastrutture.

La sfida maggiore, per l’Europa, riguarda l’aumento della popolazione in Africa che dovrebbe raggiungere i 2,5 miliardi entro il 2050. Metà saranno giovani sotto i 25 anni.
Secondo alcune previsioni, questa tendenza proseguirà, così che il continente avrà quattro volte più abitanti di oggi nei prossimi 100 anni.

Secondo un rapporto della ong One sul tema “Il secolo dell’Africa” però, entro il 2050, i giovani in Africa potrebbero avere una probabilità dieci volte maggiore dei giovani nell’Unione Europea. L’ONG ritiene che il dinamismo e la motivazione dei giovani potrebbero anche fornire loro i mezzi per affrontare la cattiva gestione che ha afflitto il continente per decenni. “Se combattono la corruzione, migliorano le infrastrutture e rendono prioritaria la creazione di posti di lavoro, i leader africani potrebbero consentire ai 450 milioni di nuovi lavoratori previsti tra il 2015 e il 2035 (22,5 milioni ogni anno) di accedere a lavori di qualità “, conclude One. (Anadolu)