Scienza e tradizione
La conoscenza dei contadini è misurabile e utile alla ricerca scientifica sull’adattamento delle piante ai cambiamenti climatici. Lo dimostra uno studio realizzato in Etiopia, paese che rappresenta un ricco serbatoio in agro-biodiversità.

I saperi tradizionali dei contadini etiopi possono aiutare la scienza a produrre piante resistenti al cambiamento climatico. A sostenerlo è la pubblicazione dell’Istituto di Scienza della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, pubblicata a metà luglio sulla rivista scientifica “Frontiers in Plant Science” e realizzata in collaborazione con un centro di ricerca agricola etiope – il dipartimento di scienze orticole dell’Università di Mekelle in Etiopia -, Bioversity International e l’Università di Bologna. Si tratta di uno studio svolto in Etiopia insieme ai contadini che praticano agricoltura di sussistenza.

Gli istituti universitari sono riusciti a tradurre in dati scientifici applicabili al miglioramento genetico le tecniche tradizionali di selezione che operano i contadini. I risultati ottenuti dal team di ricercatori vogliono dimostrare come le valutazioni dei contadini siano misurabili e replicabili, e possano fornire informazioni preziose alla moderna ricerca genomica. Il progetto ha individuato la struttura dei geni di 400 varietà di grano e le caratteristiche genetiche che vengono premiate dai contadini in ciascuna di esse, coinvolgendo due comunità di agricoltori etiopi degli altopiani.

Gli scienziati hanno utilizzato un sistema di valutazione per ciascuna parcella di campo che garantisse la libera espressione degli agricoltori, senza che venissero influenzati da altri membri del gruppo. Nella raccolta di informazioni sono state coinvolte direttamente anche le donne che, secondo gli studiosi, scelgono le varietà anche in base al loro valore nutritivo e alla sicurezza alimentare che garantiscono alla comunità.

La ricerca realizzata in Etiopia non solo valorizza il lavoro dei contadini ma lo utilizza come fonte per comprendere come potranno evolversi le specie di piante coltivate anche nei paesi del Nord del mondo, in una evidenza crescente di mutamenti climatici.

L’Etiopia rappresenta per i ricercatori un serbatoio ricco in agro-biodiversità, ovvero in varietà di piante da coltura che ancora oggi vengono tramandate. Nel paese africano l’80% degli agricoltori è di piccola scala, e il settore primario è fonte di reddito per circa 8 persone su 10. Secondo i dati della Fao, l’Etiopia è anche il maggiore produttore di grano nell’Africa sub-sahariana. Si tratta di un’agricoltura che integra l’allevamento, la produzione di cereali, quella di legumi e di altri frutti. “Abbiamo scelto di lavorare con i contadini di sussistenza per un motivo molto semplice: adottano sistemi efficienti” spiega Matteo Dell’Acqua, ricercatore della Scuola Superiore Sant’Anna e coordinatore dello studio. L’agricoltura su piccala scala è più soggetta al cambiamento climatico, non ha i mezzi per utilizzare la chimica, difficilmente ha accesso all’acqua per l’irrigazione e necessita un migliore adattamento all’ambiente.

Nel mese di luglio, secondo i dati della Fao, il paese dell’Africa orientale, insieme ad altri della regione, si trova un una forte crisi idrica. Le precipitazioni si sono dimezzate rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, i pascoli sono asciutti e l’organizzazione internazionale teme per la salute di milioni di persone. Secondo il Panel Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici, la produzione agricola mondiale rischia di perdere il 2% di produttività ogni dieci anni a causa degli effetti dei mutamenti del clima.

La scelta delle varietà nasce dagli scambi tradizionali di sementi che permettono agli agricoltori di continuare ad innovare e comprendere quali si adattino meglio a ciascun luogo. “I contadini di sussistenza sono quindi i migliori selezionatori e produttori perché le varietà che coltivano sono quelle che permettono loro di vivere” aggiunge Matteo Dell’Acqua sottolineando l’importanza del loro ruolo per la ricerca. I saperi agricoli garantiscono la selezione di varietà che resistono meglio alla siccità, alle malattie, agli infestanti e che si adattano meglio al terreno.