Si apre una nuova crisi
Il leader dell’opposizione, André Mba Obame, si è autoproclamato capo dello stato e ha formato un altro governo. Poi si è recato nella sede Onu di Libreville con una lettera per Ban Ki-moon. Situazione incerta.

Lo scenario è diverso. Ma anche in Gabon, come sta accadendo in Costa d’Avorio da novembre, ci sono da ieri due presidenti. Ad autoproclamarsi presidente e a formare un proprio governo è stato André Mba Obame (nella foto), oppositore storico prima di Omar Bongo (al potere con il sostegno di Parigi dal 1967 al 2009) e poi del figlio Ali Bongo Odimba, vincitore delle presidenziali a turno unico del 30 agosto 2009.

Un sistema, quello gabonese, che molti osservatori hanno definito “monarchia dinastica” sotto il mantello della Francia che mantiene corposi interessi in questa sua ex colonia dell’Africa occidentale, grande poco meno dell’Italia, con appena 1,5 milioni di abitanti e ricca di giacimenti petroliferi. Un sistema che Obame non ha mai accettato – anche se in una fase della sua vita politica è stato anche ministro degli interni – e che lo ha portato a compiere questo passo.

 

Poco importa se la Corte costituzionale ha convalidato i risultati delle presidenziali e dunque confermato Ali Bongo vincitore con il 41,79% dei voti. Quel voto, secondo le opposizioni, è stato inficiato da pesanti brogli. E Obame, dalla capitale Libreville, ha rivolto ai gabonesi un messaggio televisivo (da un’emittente privata) in cui afferma che «il paese deve essere diretto da colui che i gabonesi hanno realmente scelto». Alle presidenziali Obame aveva ottenuto poco meno del 26% dei consensi.

L’autoproclamazione è avvenuta davanti alla sede dell’Unione nazionale, il partito nel quale si sono raccolti gli sconfitti alle presidenziali. Primo ministro di questo governo è Raphaël Bandega Lendoye e i ministri sono 18. Non è ancora stato reso noto dove sarà la sede del governo, ma intanto Mba Obame si è recato nella sede del Programma Onu per lo sviluppo (Pnud), ha consegnato una lettera rivolta al segretario Onu Ban Ki-moon e ha affermato che non si muoverà di lì finché non riceverà una risposta. Da quello che si capisce, vorrebbe ottenere in questo modo un riconoscimento internazionale…

Questa mattina si è registrata la prima reazione del governo legittimo: il ministro dell’interno Jean-François Ndongou ha decretato lo scioglimento «con effetto immediato» dell’Unione nazionale e accusato Obame di «aver violato gravemente la costituzione». (RZ)