Gabon

A partire dall’anno scorso, una squadra dell’esercito americano della Carolina del Nord, ha addestato le guardie ecologiche del Gabon su come migliorare le tecniche per catturare i bracconieri e conservare le prove.

Funzionari militari statunitensi affermano che le operazioni di addestramento sono iniziate in Tanzania nel 2009. Altre missioni sono state compiute in Zambia, Malawi, Ciad, Botswana e Uganda.

«È la prima capacità di sostegno alla formazione che l’ANPN (Gabon’s National Parks Agency) abbia mai avuto, quindi è piuttosto ampia», ha detto capo squadra capitano Kevin Chapla alla corrispondente di Voice of America dal Pentagono, Carla Babb.

La missione non include però l’addestramento alle armi, perché il governo gabonese non ha permesso alle eco-guardie di usare armi. Una richiesta questa, fatta con insistenza dai rangers.  

Hubert Ella Ekogha, direttore tecnico dei parchi nazionali del Gabon, recentemente è sopravvissuto a un tentativo di omicidio durante una pattuglia. I bracconieri hanno immediatamente aperto il fuoco quando è entrato nel campo. La sua squadra ha ucciso due bracconieri congolesi durante gli scontri a fuoco.

«E’ una guerra», ha detto Ekogha. «Sto parlando di bande da 20 a 50 persone nella foresta armati con AK-47, fucili 45 e 375».

Il governo degli Stati Uniti è il più grande donatore internazionale dei parchi nazionali del Gabon che finanzia con 7 milioni di dollari all’anno.

Nonostante l’aumento degli investimenti, il paese sta però perdendo circa 150 elefanti ogni mese (circa due tonnellate di avorio) a causa del bracconaggio che ha spazzato via oltre il 70% delle specie di elefanti della foresta africana. (VoA)