Ali Bongo, Pierre Mamboundou, André Mba Obame; tutti e 3 si dichiarano vincitori delle presidenziali del 30 agosto. Ma la commissione elettorale non ha ancora annunciato i risultati.

È attesa per questa sera (2 agosto) la proclamazione del nuovo presidente del Gabon, le cui elezioni si sono tenute domenica 30 agosto. La diffusione dei risultati era stata annunciata per martedì poi rinviata.

Tre i favoriti alla successione di rimuoverlo dagli incarichi ministeriali in vista del voto. Parigi, storicamente legata al regime di Bongo, emblema della “Françafrique”, non è riuscita a sottrarsi alle polemiche: è accusata di sostenere il figlio di Bongo, per poter continuare a mantenere un accesso privilegiato alle risorse del paese.

I contrasti tra le diverse parti politiche si sono protratti fino agli ultimi giorni prima del voto: l’opposizione è arrivata a minacciare di ritirare 11 delle 23 candidature, per poter dare maggiore opportunità a Mba Obame. Tra affermazioni e smentite ci sono in effetti state alcune defezioni: alla fine in lizza sono rimasti 18 candidati.

Le operazioni di voto si sono comunque svolte senza incidenti, nonostante la disorganizzazione, le difficoltà logistiche e i ritardi nell’apertura dei seggi; sono state seguite da oltre 300 osservatori nazionali e internazionali.

Ma con una campagna così infuocata la principale preoccupazione ora riguarda la reazione dei candidati perdenti. L’Unione africana ha sostanzialmente dichiarato che le elezioni si sono svolte correttamente e che il voto è legale, anche per evitare ricorsi e denunce di brogli e scorrettezze.  Ma gli osservatori hanno riscontrato diverse irregolarità: urne non sigillate, mancanza di rappresentanti di tutti i partiti allo spoglio.

I gabonesi, dopo aver partecipato massicciamente alle elezioni (i dati sull’affluenza non sono ancora ufficiali) , attendono il nome del nuovo presidente, che affrontare il problema della disoccupazione, dei servizi sanitari carenti, della povertà e dello sviluppo del mondo rurale. Ma dovrà anche combattere la corruzione e permettere ai cittadini di ritrovare fiducia nelle istituzioni.