Due le inchieste aperte per indagare sull’omicidio del presidente e del capo di stato maggiore
Ad un mese dall’omicidio del presidente Vieira, l’annuncio della data per le nuove elezioni: il 28 giugno. Crisi politica scongiurata? Forse. Perché le tensioni con l’esercito continuano.

É forse scongiurato il rischio di una nuova crisi istituzionale in Guinea Bissau: il primo ministro Carlos Gomes Jr ha annunciato la data per le elezioni presidenziali, dopo l’omicidio, il primo marzo scorso, del capo di stato in carica Joao Bernardo Vieira, poche ore dopo un altro assassinio eccellente, quello del capo di Stato maggiore dell’esercito, generale baptista Tagmé Na Waiè.

I cittadini torneranno alle urne il prossimo 28 giugno, la scadenza fissata a 120 giorni è doppia rispetto a quella prevista dalla Costituzione in caso di scomparsa del presidente, ma è stata giustificata con la necessità di raccogliere gli oltre 4 milioni di euro necessari per organizzare il voto e per mettere in moto la macchina elettorale. Già in precedenza le istituzioni avevano proposto di modificare le scadenze dei mandati per accorpare elezioni amministrative, politiche e presidenziali (prevista per il 2010), in modo da contenere i costi. Un progetto lanciato nel 2007, ma che ha dovuto scontrarsi con lo scioglimento delle Camere deciso da Vieira nell’estate scorsa, che hanno imposto nuove consultazioni popolari nel novembre scorso.

La campagna elettorale di fatto non è ancora cominciata, perché i partiti non hanno ancora scelto le candidature da presentare. Sulle decisioni pesa il clima di incertezza e di sospetto che ha investito le istituzioni: le indagini sugli omicidi sono ostacolate dall’alto grado di corruzione nel paese, principale snodo del traffico di droga tra l’America latina e l’Europa. Al momento sono due le inchieste aperte: oltre a quella della magistratura, una anche da parte dei vertici militari. Ma la fiducia riposta nella giustizia locale è davvero bassa, tanto che nei giorni scorsi sono stati rivolti diversi appelli alla comunità internazionale perché apra un’ulteriore inchiesta sulle circostanze degli omicidi. La tensione tra esercito e politica è comunque alta, lo dimostra anche il pestaggio dell’ex premier Francisco Jose Fadul, ricoverato in ospedale dopo essere stato assalito nella sua abitazione da 15 uomini vestiti da militari, dopo alcune sue dichiarazioni in cui accusava il governo di non fare abbastanza per perseguire i militari accusati di corruzione.