Guinea-Bissau: arresti eccellenti per droga all’aeroporto di Lisbona - Nigrizia
Economia Guinea-Bissau Politica e Società
Prima il procuratore-generale aggiunto, Mancanha, ora il deputato ed ex presidente della Federcalcio, Delgado
Guinea-Bissau: arresti eccellenti per droga all’aeroporto di Lisbona
Il presidente Embalò aveva invocato la tolleranza zero, ma i risultati stentano ad arrivare
15 Maggio 2024
Articolo di Luca Bussotti
Tempo di lettura 4 minuti
Foto di CB du Rietz

Due mesi, due arresti. Quando sembrava che la Guinea-Bissau si stesse liberando dalla sua fama di “narco-stato” che si era guadagnata sin dagli anni Novanta, due importanti personaggi delle sue istituzioni sono stati colti in flagrante delitto di traffico di droga presso l’aeroporto Humberto Delgado di Lisbona. La tecnica è ormai conosciuta: nella valige diplomatiche (che a regola non possono essere aperte ai fini di controlli ispettivi), i laser dell’aeroporto di Lisbona (fra i più avanzati d’Europa) hanno reperito merce sospetta, che si è poi rivelata essere droga.

Nel primo caso, quello del procuratore-generale aggiunto, Eduardo Mancanha, in Portogallo con licenza di studio da tre anni, nella sua valigia erano contenuti 2 chili di hashish. Il magistrato è stato immediatamente sospeso dall’esercizio delle sue funzioni da parte del Consiglio superiore della magistratura. Nel secondo, il deputato Manuel Irénio Nascimento Lopes, conosciuto come Manelinho, è stato sorpreso con 13 chili di cocaina nel proprio bagaglio pochi giorni fa. L’udienza preliminare ha stabilito la misura più severa, prigione preventiva per il deputato e imprenditore nel settore edilizio.

Un duro colpo per Embaló

Manelinho non è un personaggio banale, nello scacchiere politico, imprenditoriale e sportivo della Guinea-Bissau. Membro del partito dell’attuale presidente Sissoco Embaló (MADEM-G15), per otto anni (due mandati) è stato presidente della Federcalcio della Guinea-Bissau, essendo stato sospeso per dieci anni dalla FIFA nel 2020, il giorno prima della sua probabile rielezione per un terzo mandato. Manelinho era stato uno dei leader del gruppo che era uscito dal PAIGC (Partito Africano per l’Indipendenza della Guinea e di Capo Verde, l’ex-partito unico) per dar vita, nel 2018, al Movimento per l’Alternanza Democratica che, attualmente, esprime il presidente della repubblica, appunto Embaló.

Vicino al presidente, quest’ultimo ha ricevuto la notizia del doppio arresto in terra lusitana quasi come un affronto personale. La reazione è stata, come sovente è successo durante la sua presidenza, di stampo populista, testimoniando una implicita dichiarazione di impotenza di fronte a un fenomeno che, al contrario, era stato il simbolo del suo governo: nonostante i passaporti diplomatici, tutti i cittadini della Guinea-Bissau, a partire dal presidente stesso, dovranno essere controllati presso l’aeroporto della capitale di questo piccolo paese dell’Africa Occidentale, poiché – ha dichiarato il presidente – “non possiamo essere uno stato-paria”.

Ma i flussi continuano, e gli scandali pure

Se è vero che si sono ormai aperte rotte alternative rispetto a quella “classica” atlantica che, dall’America Latina passa per l’Africa Occidentale e da qui penetra in Europa soprattutto entrando dal Portogallo, la centralità della Guinea-Bissau per il traffico di cocaina non è in discussione. Il doppio scandalo dell’arresto di un magistrato e di un deputato a Lisbona non rappresenta certo un fatto isolato: a settembre del 2022, per esempio, le autorità della Guinea-Bissau avevano sequestrato circa 80 chili di cocaina; in realtà, registrazioni di telefonate, poi finite nelle reti sociali, confermarono che i chilogrammi sequestrati erano 600, e che la differenza con gli 80 ufficialmente dichiarati sarebbe stata “gestita” dal ministero dell’interno e della Procura Generale della repubblica, menzionando esplicitamente il nome del Procuratore generale, Bacari Biai.

Biai naturalmente ha negato qualsiasi addebito, ma è evidente che il sistema di potere diffuso della Guinea-Bissau è ancora altamente compromesso con traffici illeciti, della cocaina sudamericana in primo luogo. A ciò deve aggiungersi, come hanno sottolineato le organizzazioni della società civile, a partire dall’Osservatorio guineense per la droga e la tossicodipendenza, il crescente consumo interno di stupefacenti, comprese droghe pesanti, che vanno a incidere soprattutto sulla vita di giovani dai 15 ai 38 anni, come ha dimostrato un recente studio condotto nella parte orientale del paese.

I dati, d’altra parte, lasciano pochi dubbi: fra il 2019 e il 2022 sono state almeno 57 le tonnellate di cocaina sequestrate in Africa Occidentale, regione in cui le elitè dei numerosi paesi fragili sono molto ben disposte a collaborare con alcune fra le più potenti organizzazioni criminali del mondo, come il PCC brasiliano.

Copyright © Nigrizia - Per la riproduzione integrale o parziale di questo articolo contattare previamente la redazione: redazione@nigrizia.it