Guinea Bissau

Preoccupa la crisi politica in atto in Guinea Bissau a poche settimane dalle elezioni. Ieri una delegazione della Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale (Ecowas / Cedeao) ha incontrato i protagonisti e convocato per l’8 novembre un vertice straordinario a Niamey, in Niger, per sbloccare lo stallo.

La campagna per le elezioni presidenziali del 24 novembre è iniziata lo scorso fine settimana nel paese, che ha attualmente due primi ministri e due governi.

Nella sua dichiarazione di ieri sera, il ministro degli Esteri del Niger Kalla Ankourao, che ha guidato la delegazione a Bissau, ha ribadito il pieno sostegno della Cedeao al governo del premier Aristides Gomes e la natura “illegale” del decreto presidenziale che ha rimosso il suo governo.

In mattinata la delegazione aveva incontrato il presidente José Mário Vaz apparso determinato a nominare una nuova squadra di governo nonostante la contrarietà della Cedeao.

Sempre ieri il presidente ha lanciato la sua campagna elettorale con un comizio nel settore orientale del paese. Di fronte ai suoi militanti, ha descritto i suoi recenti decreti come “irreversibili”, presentandosi come leader supremo degli eserciti.

Da parte sua, la Cedeao ha avvertito i 12 candidati in corsa: tutti coloro che interrompono il processo elettorale saranno soggetti a sanzioni.

La scorsa settimana la Chiesa cattolica, il Consiglio delle Chiese evangeliche, il Consiglio islamico nazionale, il Consiglio islamico superiore e l’Associazione degli imam di Guinea Bissau hanno rivolto un messaggio comune al popolo e ai leader politici, intitolato “Rifletti prima di agire”. I rappresentanti delle confessioni religiose parlano di “segni inquietanti”, denunciando l’uso di un linguaggio violento, tendenza alla diffamazione, disinformazione e mancanza di rispetto per i principi democratici. (Radio France Internationale)