Il capo della giunta è in «condizioni stabili»
I militari rastrellano le vie di Conakry, alla ricerca dell’ufficiale che ha tentato di uccidere, con un colpo di pistola alla testa, il capo della giunta militare, il capitano Moussa Dadis Camara. Il governo accusa l’opposizione e la Francia, mentre i negoziati per trovare una soluzione alla crisi, sono stati sospesi.

Continuano i rastrellamenti casa per casa in tutta la Guinea, dopo che giovedì scorso, il leader golpista Moussa Dadis Camara, al potere da quasi un anno, è stato assalito dal suo aiutante di campo, Abubacar Sidiki Diakité, che gli avrebbe sparato colpendolo alla testa. L’attentatore è riuscito a fuggire, secondo quanto riferito da lui stesso, insieme ad un gruppo di militari rimastigli fedeli. Attualmente è ricercato dalle forze di sicurezza.

Mentre il paese è guidato ‘ad interim’ dal numero tre dei militari, Sekouba Konate, il capo della giunta militare, il capitano Moussa Dadis Camara, operato in Marocco, risulterebbe essere in condizioni di salute stabili, secondo quanto ha dichiarato ieri il Ministro degli Esteri, Alexandre Cécé Loua: «Riconosce i suoi collaboratori» ma «non può ancora comunicare» ha detto.

I militari, intanto, avrebbero già compiuto una sessantina di arresti, nelle operazioni condotte nei giorni scorsi.
Secondo quanto ha ammesso il portavoce della giunta militare, il tentativo di assassinare Camara ha dato il via ad un’imponente caccia all’uomo, mentre fonti, rimaste anonime e citate dalla stampa internazionale, riferiscono di torture e omicidi, compiuti dai militari ai danni di chiunque sia entrato in contatto con Diakité.

Non mancano poi le accuse ai governi stranieri. Il Ministro della Comunicazione Idrissa Chérif, ha indicato il capo della diplomazia francese e i servizi di intelligence parigini, come i manovratori di un tentativo di «colpo di stato», ipotesi, questa, che Parigi si è affrettata a smentire definendola «assurda».

Sul fronte diplomatico, intanto, Mohammed Ibn Chambas, presidente della Comunità Economica dell’Africa Occidentale (Ecowas), ha ribadito, da Copenaghen, la necessità di isolare la giunta militare per costringerla a lasciare il potere ai civili. Moussa Dadis Camara «era parte del problema» ha detto. «Non la soluzione».
Per il momento restano sospesi i negoziati sulla crisi, mediati dall’Ecowas. Lo hanno annunciato i militari, precisando che il dialogo con l’opposizione, riprenderà con il rientro del capo della giunta.

Camara è stato oggetto di forti critiche per la repressione militare del 28 settembre scorso, in cui l’esercito e la guardia presidenziale hanno ucciso più di 150 manifestanti e ferito oltre 1.200, nello stadio della capitale, Conakry.
Un massacro la cui responsabilità è stata rimbalzata tra Camara e il suo attentatore, Diakité, fino all’arrivo dei commissari inviati dall’Onu per far luce sul massacro.