Toumba, latitante, ai microfoni di Rfi
«Gli ho sparato perché voleva che fossi l’unico responsabile dei massacri del 28 settembre»: così il colonnello Diakité (nella foto, a destra), detto Toumba, giustifica l’attentato al leader della giunta militare, il capitano Moussa Dadis Camara (nella foto, in primo piano). Intanto, a Conakry, il numero due della giunta, il generale Sékouba Konaté, incassa la fiducia degli Stati Uniti.

Il colonnello Abubacar Sidiki Diakité, detto “Toumba”, aiutante di campo del capitano Moussa Dadis Camara, leader della giunta militare al potere in Guinea, ha ammesso il proprio ruolo Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale (Ecowas), arriva, intanto, la proposta di una forza internazionale, per garantire la stabilità del paese. «La profonda crisi della Guinea rischia non solo di destabilizzare il paese, ma , nel lungo periodo, potrebbe anche compromettere tutti i nostri sforzi di pace, dopo la fine dei conflitti in Liberia, Sierra Leone, Guinea Bissau e Costa d’Avorio» ha dichiarato Mohamed Ibn Chambas, presidente della commissione dell’Ecowas.

Pronta è stata la replica della giunta a Conakry, che ha parlato di «una dichiarazione di guerra». I militari hanno fatto sapere di considerare l’invio di «qualsiasi tipo di forza straniera» come «un attentato all’autorità dello Stato».

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