Il paese sprofonda nell’incertezza
«Camara non è in grado di capire ciò che lo circonda», così il presidente ad interim della Guinea, il generale Sekouba Konaté, descriverebbe ai suoi collaboratori lo stato di salute del capo della giunta militare nel paese. La battaglia per la successione al vertice sembra ormai inevitabile.

Non ci sarebbe più nulla da fare, per il capo della giunta militare in Guinea. Il capitano Moussa Dadis Camara, giunto al potere il 23 dicembre 2008, grazie ad un golpe, non sarebbe in grado di comprendere ciò che lo circonda. A dirlo è stato il numero due della giunta, il generale il 28 settembre scorso, nello stadio di Conakry. Nella repressione morirono più di 150 persone mentre 1200 rimasero ferite.

I recenti provvedimenti di scarcerazione voluti da Konaté nei confronti di un gruppo di militari, vicini al presidente Conté, sembrano intanto segnare un cambio di rotta negli equilibri interni alle gerarchie dell’esercito.
Il generale, per il momento, avrebbe incassato anche l’appoggio della comunità internazionale, Stati Uniti in testa, tanto da far parlare di sé come “l’uomo di Washington” in Guinea.