L'ex presidente Jerry John Rawlings

L’ex presidente, Jerry John Rawlings è morto nelle prime ore di giovedì 12 novembre a 73 anni, a causa del Covid-19, secondo quanto riporta l’emittente britannica Bbc.

Jerry John Rawlings era nato il 22 giugno 1947 da padre scozzese, James Ramsey John, un chimico di Castle Douglas nel Kirkcudbrightshire, e madre ghaneana (Victoria Agbotui), morta lo scorso ottobre a 101 anni.

J.J Rawlings, come viene chiamato affettuosamente, frequentò l’Achimota College, completato nel 1967. Poco dopo, quando entrò a far parte dell’Air Force del Ghana, i militari cambiarono il cognome John e il suo secondo nome Rawlings. Si laureò nel gennaio 1969 e fu nominato ufficiale pilota, vincendo l’ambito Speed ​​Bird Trophy come miglior cadetto nel pilotaggio di aerei supersonici da attacco a terra Su-7, poiché era abile in acrobazia. Guadagnò il grado di tenente nell’aprile 1978.

Durante il suo servizio presso l’Air Force del Ghana, Rawlings percepì un deterioramento della disciplina e della morale a causa della corruzione nel Consiglio militare supremo (Smc). Quando la promozione lo mise in contatto con le classi privilegiate e i loro valori sociali, la sua visione delle ingiustizie nella società si irrigidì. Fu quindi guardato con un certo disagio dalla Smc. Dopo il colpo di stato del 1979, si impegnò con la comunità studentesca dell’Università del Ghana, sviluppando un’ideologia socialista.

19 anni di successi e fallimenti

La scomparsa dell’ex presidente ha colpito duramente la nazione per ragioni in gran parte dovute ai suoi successi e ai fallimenti.

Prima di tutto il suo successo nell’aver dato vita all’attuale democrazia politica e costituzionale (la 4a Repubblica) che il Ghana pratica dal 1992. Al governo rivoluzionario militare dal 31 dicembre 1981, Rawlings trasferì il paese alla democrazia costituzionale il 7 gennaio 1993, dopo aver avviato processi che diedero vita all’attuale Costituzione (del 1992).

Molti lo accusano d’aver sostenuto ceduto alle pressioni della comunità internazionale (Fmi, Banca mondiale, Stati Uniti), ma l’esperienza di altri paesi, come lo Zimbabwe, mostra che anche se Rawlings cedette alle pressioni, fu comunque in grado di democratizzare il paese. Avendo governato per 11 anni come dittatore militare e goduto del monopolio nel processo decisionale, si trattò indubbiamente di una scelta coraggiosa. E contro corrente.

Per questo è considerato un “padre della patria”, alla pari del primo presidente del Ghana, Kwame Nkrumah. Per lo storico kenyano Ali Mazrui, l’unica differenza tra i due è che, mentre Nkrumah iniziò come civile e finì come dittatore, Rawlings iniziò come dittatore e finì come civile. È quindi comprensibile che il paese sia particolarmente colpito in questo delicato momento, mentre si prepara alle elezioni presidenziali e parlamentari del 7 dicembre.

Prima di morire, Rawlings ha espresso il suo sostegno all’ex presidente John Dramani Mahama – al governo dal 24 luglio 2012 al 7 gennaio 2017, subentrato a John Atta Mills dopo la sua morte – candidato contro l’attuale capo dello stato Nana Akufo Addo, che cerca un secondo mandato. Entrambi i candidati hanno sospeso la campagna elettorale dopo l’annuncio della morte.

Onestà, responsabilità e giustizia sociale

In secondo luogo, l’ex presidente è amato e ammirato per il suo carisma e per la sua difesa della probità, della responsabilità e della giustizia sociale. Questi termini (probità, responsabilità e giustizia sociale) furono i principi del mandato dei suoi due regimi militari (4 giugno 1979 – 24 settembre 1979 e 31 dicembre 1981 – 6 gennaio 1993). Principi che continuarono a guidare i suoi due mandati come presidente eletto, dal 7 gennaio 1993 al 6 gennaio 2001.

Il Congresso democratico nazionale (Ndc) da lui fondato il 28 luglio 1992, ha questi principi alla base della sua ideologia politica, principi che costituiscono anche i cardini del Preambolo della costituzione. Rawlings dimostrò un’immensa avversione alla corruzione, al capitalismo e all’arricchimento individuale.

Durante la sua leadership militare, molte persone, compresi membri della sua stessa cerchia, furono incarcerate, e in alcuni casi le loro proprietà furono confiscate, per aver commesso atti di corruzione. Non a caso furono proprio la lotta alla corruzione e al degrado morale le principali ragioni che lo spinsero ad attuare i due golpe militari.

Giustizia sociale

In termini di giustizia sociale, Rawlings si adoperò per colmare il divario tra i ricchi e poveri, e per dare accesso alle risorse di base per la vita del ghaneano medio. Molti villaggi furono forniti di elettricità, acqua pulita, strade, scuole e ospedali. Durante il suo governo fu istituita la politica dell’istruzione di base obbligatoria gratuita (Fcube) per garantire che ogni bambino ghaneano in età scolare avesse accesso all’istruzione di base.

Rawlings introdusse inoltre la legge sulla successione per garantire diritti a donne e bambini, in caso di morte di mariti e padri. Questa legge impedisce alle famiglie dei deceduti di ottenere le proprietà del fratello, che restano alla moglie e ai figli.

Altri interventi, come il programma di ripresa economica (Erp) e programmi per mitigare i costi sociali dell’adeguamento (Pamscad), furono introdotti tra il 1983 e il 1987 per alleviare le difficoltà che i ghaneani dovettero affrontare durante i periodi di carestia e siccità.

Uno dei motivi per cui Rawlings è più amato nelle regioni settentrionali del Ghana e in parte della fascia meridionale e centrale è per la sua promozione dello sviluppo rurale. Rawlings costruì la strada che collega Accra a Paga, attraverso Tamale, e creò nuove regioni nel nord (Upper East e West) in modo che servissero da poli di crescita e promuovessero lo sviluppo.

Durante i suoi 19 anni di governo come capo di stato, ci furono molti tentativi di colpo di stato, che non ebbero successo. Nonostante alcuni sostengano che attuasse una repressione politica durante il suo governo, la pace generale che ha mantenuto e la garanzia di una transizione politica pacifica nel 2001 furono i suoi principali risultati.

Repressione e censura

Ma Rawlings non fu privo di difetti. Prima di tutto, le gravi violazioni dei diritti umani che caratterizzarono il suo governo militare, culminate nell’omicidio di tre giudici dell’Alta Corte e di un alto ufficiale militare. Strettamente collegata a questo è la soppressione generale della libertà di parola e dei diritti umani. In molte occasioni i manifestanti furono picchiati e incarcerati. E in molti casi i responsabili restarono impuniti. I giornalisti furono attaccati, perseguiti e imprigionati ai sensi della legge penale sulla diffamazione.

Il marcato deterioramento del suo rapporto con il partito e i suoi membri, compreso l’ex presidente John Atta Mills e altri uomini di stato, offuscarono la sua reputazione. Rawlings (e sua moglie) mantenne rapporti gelidi con il partito, infiammati da dure dichiarazioni fatte dopo aver lasciato l’incarico.

In questo senso Rawlings non dimostrò la franchezza e il decoro nel parlare, richiesti a un anziano statista ed ex presidente. Ciò nonostante, i risultati da lui ottenuti restano negli annali della storia politica del Ghana e saranno ricordati per sempre.