Strane triangolazioni
Due elicotteri prodotti dal colosso armiero italiano sono finiti in dotazione all’esercito del Sud Sudan, apparentemente in palese violazione dell’embargo europeo sulla vendita di armi al neo stato africano.

È stato violato l’embargo europeo sulla vendita di armi al Sud Sudan, che risale al luglio 2011? Nell’edizione del 25 giugno scorso, il quotidiano di Bruxelles La Libre Belgique ha pubblicato la foto che ritrae due elicotteri AgustaWestland ridipinti di giallo. Gianluca Grimaldi, capo ufficio stampa dell’azienda, ha commentato sul giornale: «Sulla foto, si vede che manca il numero di registrazione che l’Organizzazione dell’aviazione civile internazionale impone a ogni veivolo civile».

Per il giornale belga, non vi è dubbio che questi elicotteri facciano parte di un lotto acquistato nel 1988 dall’esercito belga dal colosso armiero italiano. Di questo lotto facevano parte anche quattro unità rivendute, il 12 marzo 2012, dal ministero della difesa belga a una società belga, la Mad Africa Distribution, il cui proprietario è un personaggio assai vicino al primo ministro malgascio Omer Beriziky. In effetti, scrive il giornale, Grimaldi ricorda che gli Agusta sono stati forniti al Belgio «con una certificazione di tipo militare».

Se questi elicotteri provengono dal lotto belga, allora una delle clausole del contratto di vendita non è stata rispettata. In senato, nel maggio scorso, il ministro belga della difesa Pieter De Crem ha riconosciuto che «la validità di ogni contratto di vendita individuale dipende dall’ottenimento del trasferimento a terzi rilasciato dal ministero italiano degli affari esteri – Unità per le autorizzazioni di materali d’armamento (Uama). Il contratto prevede che la concessione di tale autorizzazione è una condizione sospensiva per l’assegnazione dello stesso contratto. Tuttavia, riporta il quotidiano belga,  per Chiara Favale – della sezione analisi tecnico-legale dell’Uama – a luglio 2012 non c’era ancora alcuna informazione su questa società Mad. E Niccolò Fontana, portavoce del ministero degli affari esteri, ha aggiunto, in una mail spedita al giornale il 23 maggio, che dopo i controlli effettuati dall’Uama «non c’è alcun dato che riguarda un’autorizzazione italiana per un trasferimento a terzi», legato agli Agusta rivenduti nel 2012.

Pur tuttavia, il gabinetto del ministero della difesa belga afferma che « sono state seguite le normali procedure legali» e che «i documenti necessari, tra cui il trasferimento a terzi, sono stati ottenuti».

Ma questa non è l’opinione di Jonah Leff, analista dell’organizzazione non governativa Small Arms Survey, per il quale «se gli elicotteri sono registrati come apparecchi militari invece che civile e se sono stati venduti da un’azienda o da un governo europeo, ciò costituirebbe una violazione dell’embargo continentale sulle armi imposto al Sudan e al Sud Sudan».

Ma è ancora necessario verificare meglio la pista Mad Africa Distribution. Perché l’azienda, attraverso il suo legale, ha ribadito a Nigrizia che se Mad effettivamente acquistò quattro Agusta, nel marzo 2012, questi sono poi stati rivenduti a clienti americani e olandesi e non certamente al Sud Sudan.

E se gli elicotteri dell’esercito belga sono stati effettivamente consegnati a Juba, il nodo da sciogliere a questo punto è se l’embargo non sia stato violato dai Paesi Bassi. Invece, se gli apparecchi sono stati esportati dagli Stati Uniti, la questione diventa più complessa, poiché Washington ha tolto il suo embargo nel gennaio 2012, ovvero due mesi prima della vendita del Belgio dei suoi elicotteri…Ma si tratta, comunque, di attrezzatura europea. Un’altra ipotesi è che gli Agusta di Juba provengano da un altro lotto diverso da quello degli elicotteri in dotazione all’esercito belga. Il mistero, comuque, rimane.