Kenya Politica e Società
Elezioni / Tra Ruto e Odinga sfida all'ultimo voto, tra ritardi e disinformazione
Il Kenya in estenuante attesa del nuovo presidente
12 Agosto 2022
Articolo di Bruna Sironi (da Nairobi)
Tempo di lettura 3 minuti

Dopo una campagna elettorale accesissima, a tre giorni dal voto del 9 agosto ancora non si sa chi ha vinto la corsa per il posto di presidente. Si sa però che i due contendenti – il vicepresidente uscente William Ruto e lo storico capo dell’opposizione Raila Odinga – sono stati testa a testa per tutte le lunghe ore del conteggio, certificato dall’inserimento del materiale informatico che confluiva dalle circoscrizioni nel sistema della Iebc, la Commissione elettorale nazionale.

Poi sono cominciate le verifiche, confrontando i dati dei moduli cartacei provenienti dalle sezioni con quelli riassuntivi delle circoscrizioni, che devono essere consegnati materialmente dai responsabili della commissione dislocati nel paese. Il lavoro si presenta impegnativo, tanto che Wafula Chebukati, presidente della Iebc, ieri ha cominciato ad esortare i kenyani ad esercitare la pazienza e a ricordarsi che la Costituzione gli dà 7 giorni per comunicare i risultati ufficiali. Dunque l’attesa potrebbe prolungarsi addirittura fino a lunedì 15 agosto.

Ma il paese, che è incollato al televisore da martedì scorso, vorrebbe uscire dall’incertezza, resa palpabile ed estenuante dai dati diffusi 24 ore su 24 dalle reti televisive, generalmente tra loro discordanti – in certi momenti addirittura molto discordanti -, dal momento che i mass media sono stati autorizzati ad accedere al sistema della Iebc e a diffonderne i risultati parziali senza una particolare regolamentazione riguardo ai tempi e ai modi.

La cosa ha suscitato nervosismo e interrogativi tra i kenyani, che non capivano cosa stava succedendo nella realtà. Ѐ dovuto intervenire Chebukati, che ha dichiarato: «Non ci deve essere panico riguardo ai risultati visti sui media; alla fine coincideranno dal momento che derivano dalla stessa fonte». Non è dato sapere quanto il discorso abbia davvero rassicurato i cittadini che, di fondo, ben poco si fidano delle proprie istituzioni e stanno perdendo interesse anche per le elezioni.

Nei giorni scorsi, infatti, si sono recati a votare circa il 65% degli iscritti alle liste elettorali. Nel 2017, erano stati poco meno dell’80%. L’analisi del voto dirà quali gruppi sociali e quali zone del paese non si sono recati alle urne e perché.

Intanto, cominciano a essere diffuse le osservazioni dei numerosi gruppi di osservatori internazionali. In genere concordano nel testimoniare che le operazioni di voto si sono svolte regolarmente, tranne alcuni episodi, anche gravi, ma isolati. La delegazione dell’Unione Europea, però, mette in rilievo il caos informativo che ha facilitato la disinformazione diffusa da entrambi i contendenti. Rimarca inoltre un problema di trasparenza al momento del conteggio dei voti, operazione cui non è stata ammessa.

 

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