Stallo nei negoziati con Abuja
«Un attacco di avvertimento», così il Movimento per l’Emancipazione del Delta del Niger (Mend) ha motivato un’azione di sabotaggio condotta contro un oleodotto, nel Rivers State. I militanti accusano il governo di utilizzare la malattia del presidente come pretesto per frenare i colloqui.

I militanti del Movimento per l’Emancipazione del Delta del Niger (Mend) hanno lanciato sabato un attacco contro un oleodotto, nell’omonima regione petrolifera del sud della Nigeria. Si tratta del primo attacco condotto dal gruppo ribelle da quando i principali comandanti del Mend hanno aderito ad un’amnistia offerta dal presidente Umaru Yar Adua, oltre cinque mesi fa. Secondo quanto riferito dal movimento attraverso un comunicato, i combattenti, pesantemente armati, avrebbero attaccato un oleodotto di proprietà della multinazionale anglo olandese Royal Dutch Shell o della statunitense Chevron, nella località di Abonemma, nello stato di Rivers.

Nessuna fonte indipendente ha confermato la notizia. I militari delle forze speciali di stanza nella regione hanno riferito di non poter verificare l’attacco, mentre il portavoce della Shell ha dichiarato di non avere ricevuto alcuna notizia sui sabotaggi.
«Un attacco di avvertimento» secondo quanto annunciato dai militanti, che hanno denunciato lo stallo nei colloqui di pace avviati più di un mese fa. Il Mend accusa il governo di Abuja di usare il precario stato di salute del presidente Yar Adua, ricoverato per una pericardite in Arabia Saudita da più di tre settimane, come pretesto per bloccare i negoziati.

«Mentre il governo nigeriano condiziona i colloqui di pace al ritorno del presidente, non condiziona però a questo, le riparazioni degli oleodotti, lo sfruttamento di petrolio e gas, né lo stanziamento di truppe nella regione» spiega il Mend, che avverte: «Una situazione in cui il futuro della regione è in mano ad un uomo solo non è accettabile».
Se l’attacco dovesse essere confermato, si tratterebbe di un duro colpo per il processo di pace, giunto per la prima volta in tre anni, ad un punto di svolta.

I sabotaggi dei militanti nella regione sono costati al paese circa 1 miliardo di dollari al mese, riducendo la produzione di greggio di circa due terzi, rispetto alle capacità reali di produzione. Il prolungato periodo di tregua ha fatto sì che la produzione crescesse negli ultimi mesi, riguadagnando alcune quote di mercato. Il Mend chiede una più equa ripartizione dei proventi del derivanti dal petrolio, in favore delle popolazione della regione e la fine delle devastazioni ambientali operate dalle multinazionali del greggio.