Costa d'Avorio / Festival Masa
In questi giorni ad Abidjan in Costa d’Avorio è in corso il Masa. Uno degli eventi culturali e artistici più importanti d'Africa. Dopo i problemi registrati nell'edizione dell'anno scorso, che seguiva un lungo stop, è il momento di rilanciarsi. Attese almeno 5000 persone.

È tra i più grandi eventi culturali del continente. Dal 5 al 12 marzo, più di 800 artisti provenienti da tutta l’Africa si contendono i palchi e le strade di Abidjan in Costa d’Avorio, per la nona edizione del Marché des Arts et des Spectacles de Abidjan (Masa).

Il “Mercato” offre circa 350 spettacoli di musica, teatro, danza, cabaret, moda e arti di strada. A “comprare” ci saranno più di 200 persone tra direttori artistici, produttori musicali e altre figure dell’industria culturale americana, europea e asiatica.
L’esigenza di far confluire artisti e produttori in un unico posto è stata la molla che ha spinto gli organizzatori a creare il Masa già nel 1993.  «Allora, era difficile creare legami internazionali.  Parliamo di anni in cui il fax funzionava a malapena da queste parti» mi dice Zie Coulibaly, co-direttore artistico dell’evento. 

Sempre più attrattivo
All’inizio, l’aspetto mercantile dominava sugli altri: gli spettacoli avevano luogo a porte chiuse, ad uso e consumo dei soli potenziali acquirenti stranieri. Ma senza un pubblico presente mancava qualcosa. Perciò, gli organizzatori hanno incominciato a tentare di attirarlo.
Come parte di questa strategia, in passato superstar della musica africana, come l’ivoriano Alpha Blondy e il maliano Selif Kieta, chiudevano i concerti aperti da band emergenti. Per quest’anno, l’ospite d’onore sarà Ray Lema, musicista congolese molto noto nel circuito jazz e world music.
In termini di affluenza di pubblico, sono previste 5000 persone al giorno con picchi di 15 mila per gli eventi di chiusura e inizio. Sono numeri che lo rendono all’altezza di altri eventi più blasonati come l’Hifa, il festival musicale in Zimbabwe, che attira all’incirca 65000 persone in 6 giorni. 

Voglia di riscatto
Per Abidjan, capitale economica della Costa d’Avorio, la pressione organizzativa è alta. In particolare a seguito delle difficoltà avute nella scorsa edizione, di cui molti ricordano le cancellazioni, i cambi di programma all’ultimo minuto e i problemi logistici a non finire.
A difesa degli organizzatori, va detto che i principali centri utilizzati di solito per il Masa – a partire dal più grande, il Palais de la Culture – erano chiusi per rinnovo.
La soluzione obbligata è stata quella di spostare molti spettacoli in vari angoli della città. Ma i lavori di costruzione per un terzo ponte lagunare avevano peggiorato un traffico già di per se intenso, rendendo la circolazione più problematica che mai.
Erano i segni di un’Abidjan in piena frenesia da ricostruzione, dopo il decennio di instabilità politica e militare conclusosi con la crisi post-elettorale del 2010-11, in cui persero la vita 3000 persone.
«Non ci sono state le condizioni per realizzare le edizioni del 2005 e del 2009 ed era dal 2007 che non si teneva nessun Masa in città. Riiniziare dopo una lunga pausa è sempre duro. Ma ora possiamo tornare a pieno regime», aggiunge Coulibaly.

Nella foto in alto artisti di strada durante l’edizione del Masa 2015. (Fonte: Africanews). Sopra, Ray Lema, musicista congolese ospite d’onore di questa edizione del Masa.