Il regime di Kigali sotto accusa
Una fitta rete di organizzazioni non governative spagnole ha promosso una campagna che mette nel mirino il presidente del Rwanda: chiedono che gli sia tolta la copresidenza del gruppo di sostegno agli Obiettivi del Millennio, fino a che tribunali francesi e spagnoli non chiariscano le sue responsabilità sull’attentato che ha innescato il genocidio del 1994 e su recenti assassinie detenzioni arbitrarie.

È partita ufficialmente, con la presentazione il 15 settembre presso sala stampa del senato spagnolo, la campagna Basta impunità in Rwanda, promossa da un nutrito numero di associazioni e organizzazioni non governative spagnole, tra cui Comités de Solidaridad con África Negra (Umoya), Red de Entidades de Desarrollo Solidario (Redes, piattaforma di 52 ong).

 

Questa piattaforma di associazioni chiede al segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki moon, che lo scorso luglio ha nominato Paul Kagame, presidente del Rwanda, copresidente del gruppo che promuove il compimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio per sconfiggere la povertà, «la revoca immediata e cautelare di Paul Kagame dalla copresidenza, fino a quando i procedimenti penali a suo carico, aperti in Francia e in Spagna, non saranno giunti a una sentenza che faccia definitivamente chiarezza sulle responsabilità di Kagame».

 

Ritiene inoltre che «il governo spagnolo debba assumere la guida in tale questione e chiedere all’Onu, come istituzione garante della pace e del compimento effettivo dei diritti umani nel mondo, oltre che di revocare l’incarico conferito a Paul Kagame, di fare pressioni sul governo rwandese affinché cessi la sistematica violazione dei diritti umani (assassini e detenzioni arbitrarie di oppositori politici e giornalisti) e le continue aggressioni nei confronti della Repubblica democratica del Congo».

 

I promotori della campagna ricordano che Paul Kagame «è imputato presso il Tribunal de Grande Instance francese insieme ad altre nove alte cariche del suo partito e del suo governo per aver “partecipato nella concezione, la pianificazione e la realizzazione dell’attentato” (avvenuto il 6 aprile 1994 nei cieli di Kigali) contro l’aereo presidenziale rwandese, pilotato da un equipaggio francese, nel quale morirono tutti gli occupanti tra i quali i presidenti hutu di Rwanda e Burundi». Quell’evento viene considerato il detonatore del genocidio che portò, nell’arco di tre mesi, all’uccisione di 800mila tutsi e hutu moderati.

 

Kagame è inoltre imputato, rileva la campagna, «presso l’Audiencia Nacional Española per “delitti di genocidio, lesa umanità, delitti contro la persona e beni protetti in caso di conflitto armato, concorso in organizzazione terroristica, saccheggio di risorse naturali e l’assassinio di nove cittadini spagnoli”. Negli ultimi mesi, in coincidenza delle elezioni presidenziali in Rwanda, Kagame ha impedito che i partiti di opposizione prendessero parte al voto ed è stato da più parti accusato di essere responsabile dell’assassinio di oppositori politici e di un giornalista».

 

“Basta impunità in Rwanda” invita a riflettere anche sulla bozza del rapporto Onu, pubblicata da Le Monde in cui «viene messo in evidenza il ruolo di primo piano che potrebbe aver avuto il Rwanda in quello che assume le dimensioni di un genocidio, per i crimini di guerra e contro l’umanità commessi in modo sistematico contro la popolazione civile rwandese rifugiatasi nella Repubblica democratica del Congo». Dopo che è stata resa nota la bozza del rapporto, il regime rwandese ha minacciato di ritirare le proprie truppe dal Darfur (Sudan). Solo una precipitosa visita di Ban Ki Moon a Kigali, il 7 settembre, ha scongiurato il peggio. Il rapporto verrà pubblicato il 1° ottobre, completo delle osservazione che il Rwanda vorrà fare.

 

Tra le azioni promosse dalla campagna “Basta Impunità in Ruanda” sono previste: la raccolta di firme individuali ed istituzionali contro la suddetta nomina di Paul Kagame presso

il gruppo di sostegno agli Obiettivi del Millennio; la ricerca di adesioni istituzionali alla campagna; la promozione di azioni politiche e mediatiche: a questo proposito, il 20 settembre si terranno manifestazioni a Madrid e a New York. (rz)


Per informazioni : www.bastadeimpunidadenruanda.org