Rd Congo / Il nordest ancora in fiamme
La città del Nord Kivu è l’epicentro delle violenze del Kivu: lì si constata il 31% di tutti gli omicidi. Trovato il corpo di un casco blu. La gente ha preso d’assalto la base dell’Onu, stanca per l’ondata di attacchi da parte delle milizie ribelli. Mistero sulla fine del leader rwandese delle Fdlr, Nshimiyimana Asifiwe, che pare trasferito a Kigali.

Il cadavere di un casco blu della Missione delle Nazioni Unite nella Repubblica democratica del Congo (Monusco) è stato rinvenuto nei pressi di Beni, nell’est della Rd Congo. Non è ancora nota la sua nazionalità.

Nell’area l’esercito congolese ha avviato lo scorso 30 ottobre un’operazione «su larga scala» contro tutti i gruppi ribelli armati attivi nell’est del paese. Come annunciato dal portavoce delle forze armate congolesi, Leon Kasonga, l’offensiva mira a contrastare i gruppi armati presenti in particolare nelle province del Nord Kivu e del Sud Kivu, fra cui i ribelli rwandesi delle Fdlr, quelli ugandesi delle Forze democratiche alleate (Adf) e le milizie Mai Mai.

Sono ancora numerosissimi i conflitti che continuano a far soffrire milioni di abitanti dell’est della Rd Congo. Secondo i dati forniti dalla Rete pace per il Congo, nel 2019 le persone che hanno avuto bisogno di assistenza umanitaria e di protezione sono state circa 12,8 milioni, pari al 10% del numero totale a livello mondiale.

Attualmente, nelle province del Nord Kivu e del Sud Kivu ci sono più di 130 gruppi armati ancora attivi, in aumento rispetto al 2015 (70 gruppi armati) e al 2017 (120 gruppi armati). Dall’inizio dell’operazione iniziata a fine ottobre sono stati uccisi almeno 25 combattenti ribelli, secondo quanto reso noto dall’esercito di Kinshasa.

L’offensiva ha causato una recrudescenza degli attacchi, in particolare dei ribelli Adf, l’ultimo dei quali è avvenuto nella notte fra il 2 e il 3 dicembre in un villaggio vicino a Beni, provocando la morte di 11 persone. Beni è considerata l’epicentro della violenza del Kivu: lì si constata il 31% di tutti gli omicidi, perpetrati principalmente dalle Adf.

In questa città le manifestazioni hanno preso d’assalto anche una base delle Nazioni Unite, dando fuoco all’ufficio del sindaco e a diversi altri edifici dell’Onu per protestare contro la recente ondata di attacchi da parte delle milizie ribelli.

Nelle scorse settimane la polizia congolese ha inoltre disperso una folla di manifestanti che si era radunata nei pressi di una base della missione Monusco, sempre a Beni, con un intervento sostenuto dalle forze di sicurezza congolesi che hanno sparato munizioni e gas lacrimogeni contro i manifestanti.

Altre proteste si sono verificate anche a Butembo, situata a 54 chilometri da Beni, dove i manifestanti hanno eretto barricate nelle strade e dato alle fiamme pneumatici. Nelle proteste sono state arrestate dieci persone. I frequenti attacchi stanno inoltre avendo conseguenze umanitarie, causando massicci spostamenti di popolazione. La zona è anche teatro dell’epidemia di ebola scoppiata nell’agosto 2018 e che finora ha provocato circa 3.300 contagi e più di 2mila decessi

Ieri è stata data anche la notizia dell’arresto da parte dell’esercito della Repubblica democratica del Congo del leader ribelle rwandese, Nshimiyimana Asifiwe. Arresto avvenuto a Goma, nella provincia orientale del Nord Kivu. Secondo le forze armate, il ribelle, tra i leader delle Forze democratiche per la liberazione del Rwanda (Fdlr), si sarebbe consegnato alle autorità rwandesi insieme ad altri ribelli. In realtà le voci che arrivano da Goma raccontano di altro.

Un portavoce delle Fdlr, che si è esposto con lo pseudonimo di Curre Ngoma, ha affermato alla BBC Great Lakes che l’arresto è avvenuto dopo una soffiata che raccontava della presenza in città di Asifiwe per un controllo medico. Il portavoce ha affermato che chi ha arrestato Nshimiyimana «non era l’esercito congolese» aggiungendo che potrebbe essere già stato trasferito nella capitale del Rwanda, Kigali.

Tra gli appartenenti alle Fdlr, ci sarebbero, secondo il governo rwandese anche alcuni genocidari del 1994. La presenza e il ruolo del Rwanda, con i suoi militari, sul territorio congolese sono tra le questioni più spinose del grande capitolo Rd Congo. (Giba)