Sudafrica, ufficio di collocamento informale (The Economist)

Mentre per tutto il secolo scorso è prevalsa la convinzione che ambito economico e ambito sociale dovessero essere tenuti separati, il primo affidato al mercato, e in particolare alle imprese orientate al profitto, e il secondo all’intervento pubblico o alle organizzazioni non governative, da qualche tempo si è venuta affermando la convinzione che essi vadano riconnessi. Si è così assistito a una moltiplicazione di associazioni del sostantivo economico con l’aggettivo sociale.

Tra i più diffusi ci sono quelli di economia sociale (e solidale), impresa sociale, imprenditore (o imprenditorialità) sociale. Anche se a prima vista sembrano sottintendere realtà molto simili, essi fanno riferimento a fenomeni diversi, anche nella capacità di connettere l’economico con il sociale. Ciò che li accomuna è il fatto di rappresentare iniziative private che perseguono obiettivi sociali e di interesse generale. Li separano invece il grado di strutturazione e le modalità di governance.

L’economia sociale ricomprende un’ampia gamma di organizzazioni, dalle associazioni alle mutue sanitarie e assicurative, dalle fondazioni ai vari tipi di cooperative. Esse in genere operano a favore di particolari gruppi di cittadini, ma è loro riconosciuta una funzione sociale perché si tratta generalmente di gruppi svantaggiati.

Di recente si sono però diffuse anche imprese – in forma cooperativa, ma non solo – più orientate al perseguimento dell’interesse generale, impegnate soprattutto nella gestione di servizi sociali, educativi e nell’inserimento lavorativo. Esse sono già diffuse in diversi paesi con la denominazione di imprese sociali, e sono considerate parte dell’economia sociale.

La caratteristica che accomuna le organizzazioni dell’economia sociale è l’obiettivo di garantire, attraverso la produzione di un bene o di un servizio, la soluzione di un problema che interessa o un gruppo di cittadini o una intera comunità a cui nessun altro soggetto organizzato – pubblico o privato – riesce a dare una risposta efficiente e soddisfacente. E nel farlo non si affidano agli automatismi del mercato, ma a un accordo tra i soci in cui si decide come organizzare l’impresa, dove e come reperire le risorse e come distribuire i benefici e i costi.

Ed è proprio l’obiettivo a distinguere queste organizzazioni dalle altre imprese e in particolare dalle imprese di capitali. Mentre infatti esse si propongono di dare risposte ai bisogni dei soci, le imprese di capitali utilizzano i bisogni delle persone al fine di garantire una remunerazione soddisfacente ai loro proprietari. Si spiegano così anche le…
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