Libia / Armi

Gli Stati Uniti indagano sui rapporti diffusi nei giorni scorsi secondo cui armi americane sono state trovate nella città libica di Gharyan, località strategica a sud di Tripoli, recentemente riconquistata dal Governo di accordo nazionale (Gna), sottraendola alle forze dell’Esercito nazionale libico (Lna) del generale Kalifa Haftar.

“Siamo a conoscenza di questi rapporti e stiamo cercando ulteriori informazioni”, ha detto un portavoce del Dipartimento di Stato Usa in condizione di anonimato.

Quattro missili anti-carro Javelin e una micidiale arma di fabbricazione statunitense con tecnologia a infrarossi sono stati trovati in una base di Gharyan. Il Gna di Fayez al-Sarraj ha detto che le armi erano contenute in scatole con il nome delle società Raytheon e Lockheed Martin. Secondo Radio France International le armi sarebbero state acquistate negli Stati Uniti dagli Emirati Arabi Uniti, questi ultimi alleati di Haftar, in violazione dell’embargo sulle armi.  

Il carico è stato venduto nel 2008 dagli Stati Uniti, ma non certo per finire nelle mani di un gruppo che lotta contro il governo ufficialmente sostenuto dalle Nazioni Unite e, almeno ufficialmente, dagli americani stessi, al loro volta alleati dei sauditi.

Continua intanto la campagna di al-Serraj in difesa della Turchia, suo alleato, dopo che Haftar ha dichiarato che i beni di Ankara in Libia erano “obiettivi legittimi”, minacciando dunque attacchi agli interessi di Ankara nel paese. “Qualsiasi attacco contro i nostri amici, a partire dai turchi, danneggerà la nostra sicurezza nazionale e sarà affrontato con piena forza”, ha promesso al-Serraj.

Le autorità del governo parallelo nella Libia orientale hanno dato il via a un boicottaggio economico dei beni turchi per protestare contro quella che definiscono un’”intromissione” flagrante del paese straniero negli affari interni. (Asharq al-Awsat / Radio France International)