Libia

E’ di 432 morti e 2.069 feriti l’ultimo bilancio delle vittime del conflitto in corso a Tripoli dal 4 aprile scorso, quando il generale Khalifa Haftar ha lanciato l’offensiva militare contro il governo di accordo nazionale di Fayez al-Sarraj, riconosciuto dalle Nazioni Unite.

Sono oltre 50mila gli sfollati, secondo i dati forniti lunedì dall’Organizzazione mondiale della sanità. Domenica l’Onu aveva lanciato un appello per una tregua umanitaria di una settimana, in occasione dell’inizio del Ramadan, mese sacro per i musulmani. Un appello ignorato da Haftar che ha anzi spronato le sue truppe a combattere con maggior vigore in questo periodo, rimarcando che «Ramadan è il mese del jihad».

Intanto Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti hanno garantito 200 milioni di dollari al generale. A rivelare l’entità del sostegno finanziario ad Haftar è stata una fonte regionale contattata dall’emittente Cnn, precisando che parte di questi aiuti sarebbero stati usati per l’acquisto di armi.

Pochi giorni prima dell’avvio delle operazioni militari a Tripoli, Haftar era stato ricevuto a Ryhad dal re Salman bin Abdulaziz e dal principe ereditario saudita Mohammed bin Salman. Da parte loro, gli Emirati hanno sempre sostenuto il generale, fornendo aerei e quasi 100 mezzi corazzati, secondo quanto emerso da un rapporto Onu, nel quale si afferma anche che Abu Dhabi ha probabilmente aiutato Haftar anche a sviluppare una base aerea a Khadim, nell’est della Libia. (Askanews)