Golpe
È morta almeno una persona, ieri, nel tentativo di golpe in corso in Mali, dalla notte di ieri. Il presidente Amadou Toumani Touré si troverebbe in una base militare, protetto da soldati della Guardia presidenziale. I golpisti hanno ordinato, intanto il coprifuoco e la chiusura delle frontiere.

Vittime. Almeno una persona è rimasta uccisa e 40 ferite, ieri, in un tentativo di colpo di stato ancora in corso in Mali, contro il presidente Amadou Toumani Touré. Un gruppo di soldati ha preso d’assalto, nella notte tra mercoledì e giovedì, con armi pesanti, il palazzo presidenziale di Bamako, annunciando alla televisione di stato, la dissoluzione di tutti gli organi di governo e la creazione di un Comitato nazionale per il ritorno della democrazia e la restaurazione dello stato (Cnrdr). I militari hanno anche imposto il coprifuoco e chiuso le frontiere del paese

Le intenzioni dei golpisti. «Il Cnrdr ha deciso di assumersi le proprie responsabilità mettendo fine al regime incompetente di Amadou Toumani Touré» ha dichiarato il tenente Amadou Konare, precisando: «Promettiamo che trasferiremo il potere nelle mani di un presidente democraticamente eletto quando il paese sarà riunificato e la sua integrità non sarà più sotto minaccia». Touré è accusato di non fare a sufficienza per contenere la ribellione dei tuareg del Movimento nazionale di liberazione dell’Azawad (Mnla), nel nord del paese. Il movimento, ricevuto l’appoggio di armi e veterani tornati dal conflitto libico, è in lotta dallo scorso gennaio, per chiedere l’indipendenza della regione

Il casus belli.
«Il presidente è a Bamako», hanno fatto sapere fonti militari lealiste. «Si trova in una base militare da dove continua a guidare il paese». Il “casus belli” che avrebbe scatenato il gruppo di soldati, sarebbe stato la visita del ministro della difesa, Sadio Gassama, in una base militare di Kati, 20 km  nord di Bamako. Una visita che si è conclusa con il lancio di pietre e alcuni colpi d’arma da fuoco esplosi in aria.

Le reazioni.
Nelle ore immediatamente successive al golpe si sono moltiplicati, intanto, gli appelli al ritorno alla normalità e le minacce di sanzioni da parte della comunità internazionale. La Francia ha deciso di sospendere ogni forma di cooperazione con il Mali, mentre gli Stati Uniti hanno chiesto il ritorno immediato all’ordine costituzione, valutando l’ipotesi di sospendere il il pagamento di 137 milioni di dollari in aiuti.
Il Mali sarebbe dovuto andare alle urne il prossimo aprile, per eleggere un nuovo presidente. Dopo due mandati consecutivi Touré aveva infatti già annunciato che non si sarebbe presentato nuovamente alle elezioni.

 

(In audio: intervista di Fortuna Ekutsu Mambulu con Anna Jannello, giornalista che per anni ha lavorato nella redazione esteri di Panorama e che ora collabora con Nigrizia e Terre di Mezzo)