Mali / Terrorismo

La Francia ha annunciato lunedì la morte di un importante capo jihadista in Mali. Il ministro della difesa Florence Parly ha dichiarato lunedì all’agenzia di stampa AFP che le truppe francesi della missione Barkhane hanno ucciso Ali Maychou, marocchino e co-fondatore di Jama’at Nusrat al-Islam wal-Muslimin (JNIM), gruppo composto da diverse formazioni jihadiste legate ad al-Qaeda nel Maghreb islamico (AQIM), responsabile dei maggiori attacchi compiuti negli ultimi anni nel Sahel.

Ali Maychou – il secondo terrorista più ricercato nella vasta regione dopo il numero uno del JNIM, Iyad Ag Ghaly – è stato ucciso nella notte tra l’8 e il 9 ottobre, con l’aiuto delle truppe maliane e il sostegno degli Stati Uniti, ha detto Parly.

La forza Barkhane è presente nel Sahel dal 2014 con 4.500 uomini per contrastare la sempre più evidente avanzata del terrorismo jihadista in Mali e Burkina Faso, sostenuta da 13mila caschi blu delle Nazioni Unite. Ma continui assalti mortali a basi militari e ai civili stanno evidenziando difficoltà crescenti.

Nell’ultimo attacco, compiuto venerdì contro una base militare vicino al confine con il Niger e rivendicato dallo Stato Islamico, sono stati uccisi 49 uomini. Lo scorso fine settimana sono poi stati uccisi altri due soldati maliani e un francese.

Il presidente del Mali, Ibrahim Boubacar Keita, ha affermato che l’attacco di venerdì mostra che la necessità del sostegno di forze straniere è “più che mai necessaria”. La Francia sta cercando di convincere i partner europei a potenziare l’assistenza militare, e Parly ha dichiarato martedì che dispiegherà forze in Burkina Faso, sui confini con Mali e Niger. (All Africa / Al Jazeera)