Mali

Le Nazioni Unite stanno intervenendo nel Mali centrale dove sabato scorso l’ennesimo attacco inter-etnico ha provocato 160 morti, un terzo dei quali bambini. L’Ufficio Onu per i diritti umani sta schierando investigatori, funzionari dei diritti umani e un esperto di protezione dei minori, a Ogossagou, nella regione di Mopti, dove è avvenuto l’ultimo di una serie di massacri nei confronti della comunità etnica fulani (o peul), a maggioranza musulmana.

Il portavoce dell’Ohchr, Ravina Shamdasani, ha detto che «gli orribili attacchi» segnalano un «picco di uccisioni» in un ciclo di violenza nella regione che ha provocato 600 morti e decine di migliaia di sfollati dallo scorso marzo. Secondo il funzionario gli attacchi sembrano essere dettati dallo sforzo di eliminare i gruppi jihadisti attivi in Mali, ma che «milioni di persone vengono dipinte come estremisti violenti semplicemente perché sono musulmani».

Un incontro al Consiglio di sicurezza dell’Onu sul Mali è previsto per venerdì.

Intanto, ieri, la missione delle Nazioni Unite nel paese (Minusma) ha denunciato due nuovi attacchi con sei persone uccise. Il primo, avvenuto nel villaggio Dogon di Ouadou, ha provocato 4 morti, tra cui una giovane ragazza. Il secondo ha preso di mira un altro villaggio Dogon, quello di Kere Kere, nel Circolo di Bankass (vicino al confine con Burkina Faso), dove almeno due donne sono state uccise e una ferita. Durante gli attacchi, le case sono state date alle fiamme e il bestiame è stato rubato. (News 24 / Anadolu)