Marocco / Commercio

Il Marocco punta a diventare il principale snodo commerciale nello spazio euro-mediterraneo, imponendosi come un ponte tra Africa, Europa, Asia e Americhe, e confermandosi come il primo porto dell’Africa, superando Durban, in Sudafrica, e Port Said, in Egitto. Questo grazie a Tanger Med 2, l’hub inaugurato a fine giugno che, una volta entrato a pieno regime, dovrebbe essere in grado di triplicare la capacità del porto di Tangeri, sullo Stretto di Gibilterra, intercettando il 20% degli scambi globali.

L’hub, finanziato con fondi pubblici e privati, va infatti ad aggiungersi a due piattaforme già presenti e operative da una decina d’anni: Tanger Med 1 e il porto passeggeri che sorgono in continuità, a pochi chilometri a ovest di Tangeri.

Stando ai costruttori, entro il 2025 l’intero complesso sarà in grado di accogliere 9 milioni di container – a fronte dei 3 milioni attuali – e di gestire il passaggio di 700mila tir, di un milione di veicoli e di di ben 7 milioni di passeggeri all’anno.

Lo scalo, la cui prima pietra è stata posta nei primi anni Duemila, «è connesso con altri 186 porti in 77 paesi», sottolinea Hassan Abkari, direttore generale aggiunto di Tanger Med Port Authority, la compagnia pubblica che gestisce la piattaforma portuale.

Circa il 40% delle merci movimentate però provengono o sono dirette verso l’Africa occidentale: «Questo permette di sviluppare quelle aree, ponendo fine al loro isolamento, e di connetterle col resto del mondo», sostiene il dirigente. Una prospettiva di sviluppo vista anche la recente entrata in vigore della nuova Area di libero scambio commerciale intra-africana (AfCFTA), la più vasta al mondo. I paesi del blocco occidentale stanno inoltre lavorando all’introduzione di una moneta unica.  

Secondo Abkari, l’Europa occupa circa il 20% del commercio ma «resta il nostro partner principale, con Spagna in testa, poi Francia, Regno Unito e Germania». Quanto all’Italia, c’è volontà di creare partnership: il pensiero va al porto di Trieste, che nei prossimi mesi dovrebbe diventare il punto finale del corridoio commerciale euro-asiatico noto come Via della seta.

L’hub, d’altra parte, guarda anche oltre lo spazio euro-africano: un altro 40% dei traffici di Tanger Med coinvolge infatti Asia e Americhe. (Dire)