Marocco

L’attivista marocchino Nasser Zefzafi, insieme ad altri compagni in carcere, si sarebbe letteralmente cucito le labbra in segno di protesta per una sentenza che ha condannato in via definitiva lui e altri attivisti a 20 anni di prigione.

Il suo legale, Mohamed Aghnaj, lo ha detto alla stampa di Rabat. La notizia è stata confermata lunedì da un post su Facebook del padre di Nasser, Ahmed Zefzafi, che riporta un messaggio del figlio in cui spiega le ragioni del gesto.

Zefzafi è probabilmente il leader più popolare del movimento al-Hirak che, tra il 2016 e il 2017, ha attraversato la regione settentrionale del Rif per contestare le istituzioni, ritenute corrotte, e chiedere maggiore sviluppo locale.

Venerdì scorso, la Corte d’appello di Casablanca ha confermato le pesanti sentenze emesse nel giugno 2018 nei confronti di 56 persone considerate vicine al movimento, per un totale di 265 anni di carcere.

Oltre a Zefzafi, anche Nabil Ahamjik, Ouassim Boustati e Samir Ighid dovrebbero scontare due decenni di pena, mentre altri tre attivisti dovrebbero restare dietro le sbarre per 15 anni. Tra questi ultimi anche Mohammed El Haki. Anche lui si è cucito le labbra. Zefzafi, insieme ad altri attivisti di Hirak, ha compiuto diversi scioperi della fame durante la sua prigionia per denunciare torture e maltrattamenti in carcere.

Domenica, a Nador e ad Al-Hoceima, sono state organizzate manifestazioni di protesta contro le sentenze e in solidarietà con i reclusi, che per il momento non sembrano intenzionati a fare ricorso in Cassazione. (Dire / Marocco World News)