Marocco / libertà

Il re del Marocco Mohammed VI ha concesso la grazia ieri a Hajar Raissouni, giovane giornalista che il mese scorso era stata condannata a un anno di carcere per aver intrattenuto rapporti extraconiugali ed aver abortito. Entrambi atti illegali in Morocco.
Insieme a lei erano stati incarcerati anche il fidanzato, il ginecologo e due assistenti del medico, anch’essi liberati.

Il caso di Raissouni aveva sollevato un movimento di protesta in continua crescita. Centinaia di donne marocchine si erano organizzate pubblicando un manifesto che chiede l’abrogazione delle leggi contro l’interruzione della gravidanza e le relazioni fuori dal matrimonio, autodenunciandosi per aver praticato entrambi. Dopo tre settimane dalla pubblicazione, il testo è stato firmato da oltre 10mila persone e i promotori puntano ora a raccogliere le 25mila firme necessarie per presentare una mozione al parlamento.

Le numerose proteste sono state utili a smuovere le coscienze ma la decisione del re è stata descritta dal pubblico ministero come un atto di «grazia e compassione con l’intento di salvaguardare il futuro della giovane coppia che, nonostante l’errore commesso, ha intenzione di fondare una famiglia seguendo le norme religiose e la legge». Sia la coppia che il ginecologo hanno sempre dichiarato di non aver mai praticato un abortito, bensì che le cure mediche fossero per un’urgente emorragia della donna. (Al Jazeera)