Marocco / Francia

E’ stata inaugurata oggi, in Marocco, la prima TAV del continente, alla presenza del re Mohammed VI e del presidente francese Emmanuel Macron.

La nuova linea ferroviaria ad alta velocità è lunga 200 km ed è considerata come l’ultima vetrina per lo sviluppo economico del regno magrebino, in quanto collega i più importanti centri economici e commerciali del paese. La velocità potrà raggiungere anche i 320-350 km/h. Un viaggio da Casablanca a Tangeri durerà due ore e mezza, contro le cinque attuali, e solo un’ora e venti tra Tangeri e Rabat.

Oltre al capo dell’Eliseo, alla cerimonia hanno preso parte esponenti delle società coinvolte nel progetto: la compagnia Alstom (fornitura dei treni), il consorzio Ansaldo-Ineo (segnali e telecomunicazioni), Cegelec (sottostazioni elettriche) e il consorzio Colas Rail-Egis Rail (binari).

Il progetto ferroviario marocchino fu lanciato nel 2011 dal presidente Nicolas Sarkozy e sostenuto poi dal suo successore, François Hollande. Il costo dell’infrastruttura, 2,3 miliardi di euro, è per metà finanziato da Parigi, con il supporto delle compagnie ferroviarie francesi SNCF e TGV.

Anche in Marocco, nel 2012, è nato il collettivo “Stop TGV” che ha combattuto contro questo investimento colossale, non considerato tra le priorità del paese. Omar Balafrej, a capo del movimento e deputato della Federazione della Sinistra Democratica, ha fatto notare che «dieci metri di treno veloce equivalgono al costo di una piccola scuola in una zona rurale».

Durante tutta la durata del progetto, l’opinione pubblica è rimasta spaccata tra chi vede nel nuovo treno un’opportunità di crescita e investimento, e chi invece guarda al nuovo progetto come l’ennesima cattedrale nel deserto, accessibile a pochi, mentre il resto del paese si sposta con difficoltà, tra ricorrenti incidenti e ritardi. (Radio France Internationale / BFMTV)