Mediterraneo
Cento i morti accentati e oltre 230 quelli presunti. Si chiudono così le ricerche dei dispersi dell’ultimo incidente sulle rotte dei migranti.

“Dobbiamo interrompere le ricerche”. E’ quanto ha annunciato Michele Bombassei, rappresentate dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni, riferendosi al barcone capovolto dal mare in burrasca, al largo della Libia, domenica 29 marzo.
Si è chiusa così la conta delle vittime dell’ultima tragedia sulle rotte dei migranti che dal Nord-Africa cercano di raggiungere l’Europa: 100 corpi recuperati, 21 sopravissuti e più di 230 presunti morti.

Altri 375 migranti, a bordo di una seconda imbarcazione, sono stati tratti in salvo dalle autorità italiane e rimandati a Tripoli. Tra giovedì e venerdì notte, infatti, la Marina Italiana ha recuperato, a oltre sessanta miglia dalla costa siciliana, altri due gommoni. A bordo di uno dei due sono stati trovati i corpi senza vita di un uomo e una donna.

I dati riportati dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati hanno registrato un’intensificazione nell’ultima settimana delle partenze dalle coste nordafricane: 244 persone sarebbero approdate negli ultimi giorni in Sicilia e altre 219 a Lampedusa.
Intanto, il ministro dell’interno italiano, Roberto Maroni, ha dichiarato che è certo che da maggio la situazione cambierà, grazie ai contestati accordi presi con il governo libico. Dal 15 maggio, infatti, dovrebbe partire un pattugliamento delle coste a carico delle autorità italiane. Il ministro, inoltre, ha definito gli avvenimenti dei giorni scorsi “una tragedia immane fuori dalla nostra conoscenza e al di fuori della possibilita’ d’intervenire”.

Nel solo 2008 sono stati 36 mila i migranti ad approdare sulle coste italiane, la maggior parte nell’isola di Lampedusa che viene ormai definita la porta d’Europa, passaggio obbligato per chi, in fuga dalla povertà, spera di trovare almeno una speranza nel vecchio continente. Per raggiungere l’Europa c’è chi è disposto a pagare dai 300 ai 1000 euro.