L’avvenimento
Il 26 gennaio circa 700 iniziative in 80 paesi segneranno l’inedita edizione 2008 del World social forum. In Africa, dopo Nairobi 2007, si celebra a Lomé (Togo) la quarta edizione del Forum sociale dell’Africa Occidentale.

Il 26 gennaio è la Giornata d’azione del World social forum 2008, negli stessi giorni in cui a Davos si riuniscono i “pochi eletti” del World economic forum.
Sono i numeri “globali” quelli che colpiscono di più di questa inedita edizione del Wsf. Parliamo di circa 700 iniziative sparse in ben 80 paesi, con il coinvolgimento di oltre mille organizzazioni e reti. Uno spettro di attività molto vario, che va dalle manifestazioni su scala nazionale – come è il caso dell’Australia con la marcia degli aborigeni e in Giappone, dove si protesta contro il prossimo G8, in programma a luglio sull’isola di Hokkaido – a eventi più ristretti in piccoli centri. I temi sono i soliti, verrebbe da dire: la pace, la tutela dell’ambiente, la giustizia sociale, i diritti dei migranti, l’opposizione all’attuale modello di sviluppo tarato sul dogma del neo-liberismo, fino alla lotta per l’acqua e per le risorse più in generale.

Insomma, quest’anno il World Social Forum si terrà, o dovremmo dire si sta tenendo, visto che alcune mobilitazioni sono iniziate già ad inizio settimana, nel segno della decentralizzazione. Il mondo diverrà un gigantesco telaio dove centinaia di fili si intrecceranno in un vortice di azioni dimostrative, di denuncia e sensibilizzazione ma anche di proposta e ricerca di alternative.

E i precedenti di Porto Alegre, Mumbai e Nairobi? Solo ricordi del passato? No, l’anno prossimo si tornerà al modello dell’incontro unico in un luogo fisico. Toccherà a Belem, nel cuore della foresta Amazzonica e dell’America del Sud, lì dove le istanze socio-ambientali sono molte e di considerevole importanza. Nella conferenza stampa di presentazione della settima edizione del Wsf i promotori delle iniziative italiane hanno tenuto a evidenziare come questo momentaneo cambio di registro stia a significare una prova di forza, e non di debolezza, del movimento. Un movimento che lancia la sua sfida ai drammi che affliggono il nostro pianeta sfruttando al meglio la tecnologia, comunicando da un angolo all’altro del globo tramite internet. Il sito interattivo www.wsf2008.net dà una mappatura in tempo reale di tutto quello che accade in ogni angolo della terra, consentendo di scaricare video e file audio con interventi di decine di attivisti. Ma gli strumenti tecnologici sono stati il fulcro anche dell’incontro con la stampa tenutosi alla Città dell’Altra Economia di Roma, dove si sono udite le voci di esponenti di “Un Ponte Per” e dei suoi partner in Iraq, che hanno spiegato come ad Erbil, dove operano, si sta facendo una forte opera di sensibilizzazione sulle tematiche del forum, mentre da Ramallah Mustafa Barghouti ha fornito una toccante testimonianza del dramma che stanno vivendo attualmente i palestinesi, ridotti a subire una sorta di regime di neo-apartheid. Una procedura simile è stata adottata durante le altre 21 conferenze stampa sparse per il globo.

L’Africa, dopo la storica edizione del World social forum dello scorso anno a Nairobi, propone una pletora di eventi in Algeria, Camerun, Costa d’Avorio, Egitto, Kenya, Marocco, Mauritania, Mozambico, Senegal, Sud Africa e Togo. Proprio a Lomé si celebrerà la quarta edizione del Forum sociale dell’Africa Occidentale. In Niger, invece, la Piattaforma contadina nazionale, insieme alla rete africana Roppa, ha organizzato un’assemblea nazionale degli agricoltori per denunciare la concorrenza sleale dei prodotti europei, americani e cinesi sui loro mercati, e i possibili impatti dei negoziati EPA di liberalizzazione degli scambi con l’Europa

E l’Italia? Da noi c’è solo l’imbarazzo della scelta. Molto attivi i gruppi pacifisti, che a Roma insceneranno azioni davanti al ministero della Difesa e all’ambasciata degli Stati Uniti, ma non sarà dimenticato il dramma delle morti bianche e della recente strage allo stabilimento torinese della Thyssen Krupp.

Per l’ennesima volta il 26 gennaio milioni di persone faranno sentire la loro voce, con la convinzione che un altro mondo è possibile. Speriamo che questo desiderio di cambiamento venga finalmente ascoltato.

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