Mozambico

Un ex banchiera dell’istituto bancario elvetico Credit Suisse è stata la prima a dichiararsi colpevole nel processo in corso a New York per una frode da 2 miliardi di dollari in prestiti a società statali del Mozambico, avvenuta tra il 2013 e il 2014.

Detelina Subeva, 37 anni, ex vicepresidente dell’unità finanziaria globale della banca, si è dichiarata colpevole lunedì di cospirazione nel riciclaggio dei fondi. I pubblici ministeri di hanno accettato di far cadere le altre accuse in relazione alla violazione delle leggi anti-corruzione e sulle frodi sui titoli quotati.

Subeva, è uno dei tre banchieri del Credit Suisse accusati di aver lavorato con l’ex ministro delle Finanze del Mozambico per deviare parte del denaro concesso in prestito. In totale almeno 200 milioni di dollari, secondo i pubblici ministeri.

Subeva e gli altri ex banchieri del Crédit Suisse, Surjan Singh e Andrew Pearse (nella foto), sono stati arrestati a Londra. Pearse e Singh stanno combattendo contro l’estradizione negli Stati Uniti, così come l’ex ministro delle Finanze del Mozambico Manuel Chang, arrestato in Sudafrica. L’alto dirigente della società di costruzioni navali Privinvest Group, Jean Boustani, è stato arrestato a gennaio a New York e rimane sotto custodia perché considerato a rischio di fuga. L’accusa per loro è di abuso di potere, truffa e riciclaggio di denaro.

Il caso è incentrato su accordi che hanno consentito al Mozambico di ottenere in prestito 2 miliardi di dollari per progetti marittimi e protezione costiera nel 2013. In tribunale, la donna ha ammesso d’aver contribuito a riciclare a vantaggio dei colleghi banchieri i proventi di alcuni di questi pagamenti fatti da Jean Boustani, rappresentante della Privinvest Group, una holding con sede ad Abu Dhabi, ingaggiata per fornire attrezzature e servizi per completare i progetti marittimi.

L’ex banchiera ha detto che Pearse, che era il suo capo come responsabile del Global Financing Group di Credit Suisse, le ha detto di aver ricevuto una tangente di 1 milione di dollari in relazione a un prestito di 372 milioni di dollari a una compagnia statale del Mozambico. Ha detto che il denaro è arrivato da Privinvest, una compagnia con sede ad Abu Dhabi, che ha contratti con compagnie statali mozambicane.

Boustani è accusato d’aver accettato di pagare 50 milioni di dollari in tangenti ai funzionari del Mozambico e 12 milioni di dollari ai suoi co-cospiratori di Privinvest.

Nel 2016 il governo mozambicano ha ammesso d’avere un debito di due miliardi di dollari – contratto con Credit Swisse e l’istituto di credito statale russo VTB – di cui almeno la metà non è stata contabilizzata nel bilancio statale. Da allora il Fondo monetario internazionale e i donatori stranieri hanno interrotto il loro sostegno al paese, innescando un crollo della valuta e un default sul debito sovrano. (Bloomberg)