Namibia / Elezioni

Il presidente della Namibia, Hage Geingob, è stato rieletto con il 56,3% dei voti, in netto calo rispetto all’86% ricevuto con il suo primo mandato cinque anni fa.

Il leader dell’Organizzazione popolare dell’Africa sud-occidentale (SWAPO), partito al potere dall’indipendenza della Namibia nel 1990, ha ottenuto il 26,3% dei consensi in più rispetto al rivale Panduleni Itula, candidato dissidente di SWAPO, che si è fermato al 30%, secondo i dati della commissione elettorale, diffusi sabato sera.

Panduleni Itula e il leader di un nuovo partito di opposizione, Landless Movement (LPM), Bernadus Swartbooi, hanno denunciato frodi. Itula ha parlato di “irregolarità”.

La Namibia è stata la prima nazione africana a introdurre il voto elettronico nel 2014. Ma il sistema è criticato dall’opposizione, secondo cui l’assenza di schede elettorali di carta aumenta la possibilità di frode.

Secondo gli osservatori della Comunità per lo sviluppo dell’Africa australe (SADC) le elezioni “sono state generalmente pacifiche, ben organizzate (…) consentendo agli elettori di esercitare il loro dovere democratico”.

Per quanto riguarda il voto amministrativo, con il 65% dei seggi nell’Assemblea nazionale lo SWAPO non ha ottenuto la maggioranza dei due terzi che deteneva nella precedente legislatura, con l’80% dei seggi.

L’affluenza alle urne è stata del 60% per le elezioni presidenziali.

Sul voto ha pesato lo scandalo corruzione che ha travolto il governo del presidente Geingob dopo che un’indagine di Al Jazeera ha documentato tangenti per 10 milioni di dollari pagate da un’azienda islandese per la pesca industriale a membri dell’esecutivo. In seguito alle rivelazioni si sono dimessi il ministro della pesca e delle risorse marine, Bernhard Esau, e il ministro della giustizia, Sacky Shanghala. Esau è poi stato arrestato. (Africanews)