Niger, arrivano i militari russi. E quelli americani sono ancora lì - Nigrizia
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Continua a stringersi la relazione militare tra Mosca e Niamey, mentre 1,000 soldati statunitensi permangono sul suolo nigerino, nonostante l’ordine di sfratto del mese scorso
Niger, arrivano i militari russi. E quelli americani sono ancora lì
12 Aprile 2024
Articolo di Redazione
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I militari russi sono arrivati a Niamey, nella capitale nigerina, nella giornata di ieri. Intervistati alla televisione di stato TV RTN hanno dichiarato «Siamo qui per addestrare l’esercito nigerino… [e] sviluppare la cooperazione tra Niger e Russia.» L’emittente statale riporta che i neo-arrivati ospiti hanno portato anche un sistema di difesa aereo.

La loro venuta ha ben poco di sorprendente. Già dal gennaio di quest’anno, al termine di una visita di alte cariche istituzionali nigerine a Mosca, non erano mancate le effusioni a sfondo militare. Il Ministro della difesa di Niamey, il generale Salifou Modi, aveva allora dichiarato che «le cose procedono rapidamente […] presto, inizieranno delle attività nel campo del rafforzamento delle nostre capacità». I dettagli sul tipo di cooperazione non erano emersi, ma ufficiosamente si parlava di addestramento e acquisto di materiale militare. 

A sorprendere di più, è la presenza in simultanea sul suolo nigerino di soldati russi e americani. Una convivenza rara a vedersi e destinata, però, a vita breve. Infatti, poco meno di un mese fa, Niamey aveva annunciato la fine, con effetto immediato, della cooperazione in fatto di sicurezza con Washington. In buona sostanza, era un ordine di sfratto per i circa 1,000 militari statunitensi presenti in Niger. Che, per ora, sono ancora lì, seppur con una mano e mezza sulle valigie.

Mentre gli americani meditano sul da farsi, la giunta nigerina continua ad intessere legami con le potenze rivali agli Stati Uniti. Nelle ultime tre settimane, Niamey ha ospitato una delegazione di dirigenti di compagnie petrolifere cinesi; ha parlato di questioni securitarie al telefono direttamente con Vladimir Putin; e ha ricevuto l’ambasciatore iraniano per formalizzare l’inizio di relazioni diplomatiche con Teheran, che pare interessata alle riserve di uranio del paese saheliano.

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