Il Niger ha evacuato migliaia di rifugiati nigeriani che trovavano riparo da Boko haram sull’isola di Karamga, sul Lago Ciad. Lo ha riportato martedì un ufficiale militare alla Reuters. La scorsa settimana un governatore regionale della parte meridionale del Niger aveva sostenuto la necessità di spostare i rifugiati da Karamga, dopo che un attacco degli estremisti islamici sull’isola aveva mietuto moltissime vittime fra soldati e civili.

Il segretario esecutivo della State Emergency Management Agency nello stato di Yobe, Idi Jidawa, ha detto che 4000 rifugiati nigeriani erano già sulla via del ritorno e che dovrebbero raggiungere mercoledì la città di frontiera di Geidam, nello stato di Yobe. Un funzionario della sicurezza nigeriano, sotto anonimato, ha confermato la notizia.

L’isola sul Lago Ciad, che giace su una densa e vasta palude, è stata più volte utilizzata dai militanti di Boko haram per organizzare attacchi a sorpresa contro gli Stati limitrofi: Ciad, Camerun, Niger e Nigeria. (Reuters.com)

John Ging, alto funzionario dell’ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento sulle questioni umanitarie (Ocha), ha detto martedì che Niger e Ciad stanno entrambi compiendo sforzi eroici per gestire la delicata situazione della regione sotto il profilo umanitario. Ging tuttavia ha rimproverato la comunità internazionale per non avere fino ad ora offerto un adeguato supporto ai due Paesi. Niger e Ciad, ha detto, “ci hanno dato uno straordinario esempio di umanità nell’aprire i loro confini a centinaia di migliaia di rifugiati in fuga dai loro paesi tormentati dalla guerra: Nigeria, Repubblica Centrafricana, Mali, Libia e Sudan”. “È assolutamente necessario – ha concluso Ging – che questi due Paesi non vengano dimenticati. (…) Dobbiamo fare di più per la stabilità della regione, e dobbiamo farlo in fretta”. (Un.org)