I risultati provvisori
Il leader storico dell’opposizione ottiene la presidenza con poco meno del 58% dei voti al ballottaggio del 12 marzo. I risultati provvisori annunciati dalla Commissione elettorale in tempi record. Di poco superiore al 48% l’affluenza. Il plauso unanime degli osservatori.

Poco più di ventiquattro ore dopo la chiusura delle urne, il Niger ha il suo nuovo presidente. E’ Mahamadou Issoufou, 59 anni, storico oppositore ed esponente del Partito nigerino per la democrazia e il socialismo, formazione che già alle elezioni locali del 11 gennaio aveva conquistato ampio sostegno.

 

I dati, provvisori, sono stati annunciati in tempo record questa mattina dalla Commissione elettorale indipendente.Al secondo turno, il 12 marzo, Issoufou ha ottenuto il 57,95% dei consensi: 1 milione 820.639 voti su un totale di circa 6,7 milioni di aventi diritto. Un risultato ottenuto anche grazie all’appoggio di altri quattro candidati tra cui l’ex primo ministro Hama Amadou, uscito al primo turno, il 31 gennaio, con il 19,8%.

 

Il suo rivale, Elhadj Seini Oumarou, candidato del Movimento nazionale per la società e lo sviluppo, partito del presidente deposto Mamadou Tanja, si è fermato a 1 milione 321.248 voti, pari al 42,05%. Al primo turno aveva raccolto il 23% dei voti contro il 36% di Issoufou.La Commissione elettorale indipendente ha anche già annunciato il tasso di partecipazione, che si è attestato al 48,17%, ben al di sotto del 51,56%, del primo turno.

 

L’elezione del nuovo presidente – la cui investitura ufficiale avverrà il 6 aprile come previsto dalla nuova Costituzione approvata con un referendum lo scorso ottobre – rappresenta una svolta storica per il Niger. Una svolta che mette fine al governo di transizione militare instaurato dopo il golpe incruento del 18 febbraio 2010 con la deposizione del presidente Tanja e il freno posto dall’esercito alla sua deriva democratica. Adesso il Consiglio Supremo per la Restaurazione della Democrazia, ovvero la giunta guidata dal generale Salou Djibo, dovrebbe, come promesso, rimettere il potere nelle mani dei civili.

 

Un percorso che si è rivelato irto di insidie. Lo scorso ottobre l’ex numero due della giunta al potere, il colonnello Abdoullaye Badié, è stato arrestato assieme ad altri tre officiali dell’esercito. Sono accusati di “aver ordito un complotto (…) per mettere fine alla transizione e contro la vita del capo della giunta, il generale Djibo”.

 

Ma la svolta per il Niger – terzo produttore di uranio al mondo – è anche rappresentata dall’elezione alla guida del paese di Mahamadou Issoufou, leader storico dell’opposizione presentato come “l’uomo della rinascita del Niger”. Nel suo programma elettorale, Issoufou ha indicato come priorità gli investimenti per il rilancio dell’economia (infrastrutture, economia, energia), la sanità, l’istruzione e l’accesso all’acqua. (m.t.)