Niger / Terrorismo

71 soldati uccisi, 12 feriti e un numero imprecisato di dispersi. E’ il bilancio del più grave attacco jihadista compiuto contro l’esercito nigeriano dal 2015, realizzato il 10 dicembre da diverse centinaia di terroristi contro la base militare di Inates, nel settore occidentale del paese.

Nel dare la notizia ieri alla televisione nazionale, il ministero della Difesa ha parlato anche di “un numero significativo di terroristi neutralizzati”

Il “combattimento”, che è durato tre ore, è stato “di una rara violenza che combinava il fuoco di artiglieria con l’uso di attentatori suicidi da parte del nemico”, composto da “diverse centinia di uomini pesantemente armati”, ha detto il ministero.

Su Twitter la presidenza ha annunciato che “Il presidente Mahamadou Issoufou ha interrotto la sua partecipazione alla Conferenza su ‘Pace sostenibile, sicurezza e sviluppo in Africa’ che si tiene in Egitto, per tornare a Niamey.

La base militare di Inates era già stata presa di mira il 1° luglio, quando 18 soldati nigerini persero la vita in un attacco rivendicato dallo Stato Islamico. Nella stessa regione a maggio un’altra azione terroristica aveva ucciso 28 soldati.

Martedì, il Consiglio dei ministri ha prorogato per tre mesi lo stato di emergenza dichiarato dal 2017 in diversi dipartimenti.

L’attacco ha anche portato al rinvio all’inizio del 2020 del vertice previsto in Francia con i leader dei cinque paesi del Sahel (Mali, Burkina Faso, Niger, Ciad e Mauritania), inizialmente fissato al 16 dicembre. (RFI)