Nigeria / Croce Rossa / Boko Haram

E’ stata giustiziata ieri con un colpo di pistola alla testa Hauwa Mohammed Leman, 24 anni, ostetrica del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR), rapita assieme ad altre due operatrici sanitarie nel marzo scorso nella città nord-orientale di Rann, nello Stato di Borno. 

Con un videomessaggio ventiquattro ore prima, i sequestratori, il movimento terrorista nigeriano Provincia dello Stato Islamico dell’Africa Occidentale (ISWAP), costola di Boko Haram legata all’ISIS, aveva lanciato un ultimatum al governo, chiedendo il rilascio di alcuni membri del gruppo jihadista imprigionati.

A settembre, allo stesso modo, era stata uccisa un’altra operatrice sanitaria sequestrata, Saifura Hussaini Ahmed Khorsa.

“Abbiamo mantenuto la nostra parola esattamente come abbiamo detto, uccidendo un altro operatore umanitario… Saifura e Hauwa sono state uccise perché considerate murtad (apostate), perché erano musulmane che hanno abbandonato l’islam, nel momento in cui hanno scelto di lavorare con la Croce Rossa”, ha detto il gruppo in una breve dichiarazione inviata alla piattaforma informativa online The Cable assieme al video dell’esecuzione.

Il governo nigeriano si è detto “scioccato” e “rattristato” dall’uccisione della donna. Ieri la CICR aveva lanciato un disperato appello ai terroristi, chiedendo loro di mostrare “misericordia” e rilasciare gli ostaggi, e al governo di intervenire con urgenza per salvare le loro vite.

Nelle mani dell’ISWAP resta ancora la terza donna rapita, Alice Loksha Ngaddah. Il gruppo armato detiene anche una studentessa quindicenne, Leah Sharibu, cristiana, sequestrata a febbraio nella sua scuola nella città di Dapchi, nello stato di Yobe.

Più di 20.000 persone sono state uccise e altre 2 milioni sono state costrette a lasciare le loro case nel nord-est della Nigeria da quando Boko Haram ha lanciato una campagna nel 2009, mirata a formare uno stato islamico separatista. Nel corso di un decennio, il gruppo armato ha rapito migliaia di giovani donne e bambini. (Al Jazeera)